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Spotify ha versato 5 miliardi di dollari in diritti d'autore

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Spotify ha versato 5 miliardi di dollari in diritti d'autore

(Olycom)
(Olycom)

Spotify, il colosso svedese della musica in streaming, ha versato oltre 5 miliardi di dollari in diritti d'autore dal suo lancio nel 2008 ad oggi. È la rivelazione fatta ieri al portale britannico Music Ally, a pochi giorni dalla discussione in Commissione europea di una controversa proposta di riforma del copyright. Nello stesso giorno, l'amministratore delegato Daniel Ek ha annunciato l'ultimo traguardo della piattaforma: 40 milioni di sottoscrittori a pagamento, una quota pari a quasi la metà dei 100 milioni di utenti attivi.
Nelle ultime dichiarazioni sull'argomento, risalenti al giugno 2015, Spotify aveva parlato di 3 miliardi di royalties versate agli autori. La cifra si è quasi raddoppiata in poco più di un anno, di pari passo con i numeri di una piattaforma che conta 30 milioni di canzoni e 2 miliardi di playlist. Il riconoscimento (e il pagamento) dei diritti d'autore è uno dei pilastri rivendicati dal “modello Spotify”, anche se non sono mancate polemiche con artisti e case discografiche per la scarsità dei margini di guadagno. Tra gli strappi più noti quello di Taylor Swift, la pop star Usa che aveva deciso di rompere con la società nel 2014 con l'accusa di non valorizzare a sufficienza la sua produzione artistica. Proprio la riduzione del value gap, il gap di valore che penalizza gli autori, sarà uno dei punti salienti del testo pronto a sbarcare a Bruxelles.

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