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Musica: ecco Patamu, il “registro” che sfida la Siae

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Musica: ecco Patamu, il “registro” che sfida la Siae

Il diritto d’autore? Si protegge online. Patamu è la piattaforma web nata per tutelare dal rischio di plagio le opere dei creativi italiani, dall’industria discografica all’ingegneria del software. Fondata con poco più di 100mila euro di finanziamenti, raccolti tra privati e due premi (Inventare il Futuro” dell’Università Alma Mater di Bologna ed il premio “Fondo per la creatività” della Provincia di Roma), la startup ha raggiunto quota 11mila iscritti e messo sotto chiave un totale di 31.398 contenuti con la sua applicazione principale: Patamu Registry, il registro delle creazioni caricate sul portale. Ma come funziona il sistema? Gli artisti possono assicurarsi la paternità sull’opera con la “marcatura temporale”, procedimento informatico che consente di dimostrare l’originalità del contenuto: nel momento stesso di registrazione dell’opera, si genera una prova di anteriorità con valore legale nei 172 paesi che aderiscono alla Convenzione di Berna. Il servizio è gratuito in fase di prova, con la possibilità di sottoscrivere una versione “advanced” (30 euro annui) e “professional” (60 euro annui). Di recente la società si è allargata anche alla consulenza legale con consigli o interventi (Patamu Legal) e un servizio riservato alle performance dal vivo: Patamu Live, pensata per l’autoriscossione dei diritti d’autore durante le esecuzioni in pubblico. Adriano Bonforti, fondatore di Patanu e ricercatore in Spagna, spiega al Sole 24 Ore che la sua piattaforma si rivolge a un mercato enorme e «inascoltato»: i creativi in cerca di protezione con un sistema più snello di quello della Siae, con validità legale e un grado di tutela rinforzato dal sistema della marcatura temporale. «Il primo aspetto importante è stato quello di fornire una prova di anteriorità con la nostra marcatura temporale – dice Bonforti - Poi è sopraggiunta l’esigenza di un sistema di autoriscossione e da lì è nata la proposta di Patamu Live: un servizio libero e senza vincoli, nel senso che l’artista può decidere quando farne uso per i suoi eventi live». Al di là del business, però, ci sono battaglie di principio. Patamu ha dato il via a una campagna su Change.org per l’abolizione del monopolio Siae, con una lettera firmata da Bonforti all’indirizzo del ministro Dario Franceschini. «Una campagna di nicchia, è vero – dice Bonforti – Ma il tema è rilevante, perché non riguarda solo gli artisti (il 65% degli utenti Patamu, ndr) ma chiunque lavori con la proprietà intellettuale».

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