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Pubblica amministrazione digitale: blitz del Governo sul Codice

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Pubblica amministrazione digitale: blitz del Governo sul Codice

(Olycom)
(Olycom)

L'era di Diego Piacentini alla guida della rivoluzione digitale del Paese comincia con un blitz sul Cad, ossia il principale testo di norme che dovrebbero cambiare la pubblica amministrazione da qui ai prossimi anni.
A quanto apprende il Sole24Ore, il Governo farà un decreto per cambiare il Codice dell'amministrazione digitale (Cad), e così rendere più radicale il processo di trasformazione della pubblica amministrazione; ma anche per superare alcuni nodi dell'attuale testo (decreto legislativo 179 del 26 agosto 2016, in Gazzetta Ufficiale del 13 settembre e in vigore dal giorno successivo).
La decisione, sull'opportunità di fare un decreto correttivo, è stata presa in questi giorni nelle stanze della Presidenza del Consiglio, dove Piacentini (senior vice president di Amazon, ora in aspettativa) è commissario all'Agenda Digitale (per due anni, cioè fino alla scadenza naturale della legislatura; nominato con decreto pubblicato il 4 ottobre).
In questi stessi giorni cambia il capo dell'ufficio legislativo del dipartimento di Funzione pubblica: Bernando Giorgio Mattarella sta per essere sostituito da Angelo Vitale (nel suo curriculum presente sul sito Presidenza.governo.it risulta consulente della presidenza del Consiglio). Sono eventi forse collegati, considerando che c'era la mano di Mattarella dietro l'attuale testo del Cad.
Sono due i problemi del Cad, in generale: una eccessiva prudenza e alcune incongruenze che lo rendono inapplicabile nel breve periodo.
Per il primo punto, il Cad risente di essere solo un rinovellamento del precedente Codice (2005), laddove la legge delega che l'ha partorito darebbe invece al Governo un più ampio margine di manovra, nello spingere la pubblica amministrazione su procedure e servizi digitali. Il Governo avrebbe potuto riscrivere da zero il testo, invece si è preferito lavorare sul precedente.
Una toppa si prova a metterla appunto con il decreto correttivo, che dovrà essere adottato entro settembre 2017. Obbligherà a un più deciso abbandono delle vecchie logiche legate alla carta, com'è nelle intenzioni di Piacentini e della sua squadra, ora in formazione.
Secondo punto: ci sono alcuni aspetti da sistemare per far funzionare il testo. Il più importante è probabilmente il concetto di domicilio digitale, introdotto appunto dal Cad, cioè il diritto di ogni cittadino a fare tutte le comunicazioni con la PA in modalità digitale (su una Pec, per esempio, per ricevere notifiche di tasse da pagare o multe). Il testo però ora lega il domicilio digitale all'Anagrafe della popolazione residente, un progetto i cui tempi di conclusione sono ancora lunghi (e incerti).
Il nuovo testo potrebbe invece istituire un registro ad hoc, per far funzionare il domicilio digitale.
Altri aspetti potranno invece essere gestiti dalle regole tecniche attuative del Cad (Funzione pubblica propende per realizzare un testo unico, a riguardo), pure in via elaborazione. Altro dossier allo studio della Presidenza del Consiglio è la riforma dello statuto dell'Agenzia per l'Italia Digitale.
Siamo insomma in una fase di profonda trasformazione delle regole della PA, nel segno digitale, e con l'arrivo di Piacentini il Governo prova a fare quell'accelerazione che finora è mancata.

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