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Big data e trasporto urbano: Moovit supera i 50 milioni di utenti

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Big data e trasporto urbano: Moovit supera i 50 milioni di utenti

I big data piacciono a chi usa i mezzi pubblici. Moovit, la start-up nata nel 2012 ha annunciato che la sua app che aiuta chi si sposta con metro, bus, bici e perfino car-sharing, è utilizzata da più di 50 milioni di utenti in tutto il mondo. Una community che abbraccia più di 1.200 città, in 65 paesi del mondo, in 48 lingue ed è la vera forza dell'azienda. Il suo tasso di crescita è infatti maggiore di quello di BlaBla Car, nata 10 anni fa e che oggi conta 25 milioni di utenti, o di Uber, nata nel 2009 e con otto milioni di utenti e superiore anche a quella dei primi anni di Facebook anche se lontana dall'esplosione di chat come Whatsapp (1 miliardo di utenti in sei anni). “L'Italia con una community di 3,5 milioni di persone è tra i primi cinque paesi del mondo – sottolinea Yovav Meydad, VP Products & Marketing di Moovit – e questo ci aiuta moltissimo perché molti utenti sono anche editor, che contribuiscono a mappare e correggere i percorsi e gli orari dei trasporti”.

L'ultimo exploit italiano è stato l'installazione sui mezzi dell'Amat di Palermo della prima versione del sistema di monitoraggio real-time di Moovit. Una prima mondiale che grazie a un telefono Android installato su ogni autobus permetterà a palermitani di avere le stesse informazioni su temi di attesa che hanno i passeggeri a Roma, Milano e Torino, ma senza che la città si sobbarchi i pesanti costi di infrastruttura. “È rivoluzionario – spiega Meydad – perché permette anche a piccoli centri con budget contenuti di accedere a servizi sofisticati”.

Moovit lavora da tempo con diverse città italiane, tra cui Roma, fornendo analisi dei big-data e dei commenti prodotti dai suoi utenti che talvolta (come nel caso di Expo 2015) sono in grado di anticipare il servizio fornito dalle aziende pubbliche mettendo a disposizione di tutta la comunità orari e monitoraggio delle nuove linee. I dati raccolti da questo gigantesco crowdsourcing, pubblicati oggi nel suo Rapporto annuale sul Trasporto Globale sono una fotografia impietosa delle differenze nel trasporto pubblico attraverso la penisola.

A Milano, Torino, Bologna e Firenze, i tempi di attesa alla fermata variano da 12 a 14 minuti, in linea con quelli delle altre città Europee, mentre a Roma (20 min.) e Napoli (27 min.) sforano generosamente la media europea. Milano detiene anche il primato dei tragitti medi più lunghi (7,7 km) e a conferma del fatto che i problemi dei viaggiatori romani e napoletani sono essenzialmente infrastrutturali c'è il dato che Napoli spicca per il record di distanza camminata per raggiundere la fermata (quasi un chilometro) e Roma tre utenti su quattro devono cambiare mezzo almeno una volta lungo il percorso.

“Il futuro è verso l'integrazione di servizi intermodali per chiunque non utilizzi la propria auto – spiega Meydad – stiamo ampliando il car-sharing e il car-pooling e pensando anche ad altri servizi che si possono offrire a chi viaggia perché siamo una piattaforma per tutti coloro che si spostano in città”.

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