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Huawei si fa l'assistente vocale, ma solo per la Cina (per il…

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Huawei si fa l'assistente vocale, ma solo per la Cina (per il momento)

Il Mobile World Congress si avvicina e le indiscrezioni che ruotano intorno ai principali attori del mondo smartphone, come da tradizione, aumentano. L'ultima, riportata ieri da Bloomberg, riguarda Huawei. Il gigante cinese, stabilmente sul terzo gradino del podio per unità vendute su scala globale (secondo le ultime rilevazioni di Gartner, relative al quarto trimestre del 2106, la sua quota di mercato è del 9,5%, dietro Apple e Samsung, rispettivamente al 17,9% e al 17,8%), sarebbe al lavoro su un assistente digitale in grado di “emulare” le funzionalità di Siri.

La sfida al gotha dei telefonini si gioca dunque per Huawei non solo sui dati di vendita ma anche sulle funzionalità software del dispositivo mobile, sull'intelligenza che questo può mettere a disposizione degli utenti. Secondo fonti interne alla società, come scrive Bloomberg, al progetto lavorerebbero oltre cento ingegneri nei laboratori di Shenzhen. Almeno inizialmente, recitano ancora i rumors, l'assistente digitale sarà disponibile solo in cinese e per i prodotti che verranno distribuiti solo nel Paese del Dragone. Sui terminali Huawei venduti al di fuori della Cina (e pensiamo al nuovo top di gamma P10 atteso al debutto a Barcellona), invece, Huawei dovrebbe per il momento continuare ad utilizzare i servizi vocali di Google e di Amazon (Alexa, installato a bordo dalla versione del Mate 9 distribuita negli Usa), banditi nella Repubblica Popolare per le note restrizioni imposte dal Governo di Pechino.

Di commenti ufficiali da parte di Huawei non ce ne sono, conclude Bloomberg, ma la sensazione è che la notizia possa avere reale fondamento. Le velleità del produttore del resto sono note e si possono riassumere nell'obiettivo di salire in cima alla classifica di vendita degli smartphone entro i prossimi due/tre anni. Scalzando dal trono sia Apple che Samsung e mettendo pressione anche a Google, in cerca di un partner Oem di prima fascia per “sdoganare” sul mass market il suo Assistant per ora in servizio sulla famiglia di telefonini a proprio marchio Pixel e gli smartwatch equipaggiati con l'ultima release della piattaforma Android Wear.

Huawei, insomma, ha le potenzialità per giocarsi la partita degli assistenti virtuali con le proprie forze, così come del resto le ha anche Samsung. Il chaebol coreano ha dovuto incassare il sorpasso di Apple nel ranking di vendita dell'ultimo trimestre (su base annua è invece davanti con il 20,5% di share rispetto al 14,4% di Cupertino) ma l'acquisizione della startup Viv Labs annunciata lo scorso ottobre va nella direzione dello sviluppo di un assistente vocale “in house”. Il primo device di Samsung con la nuova intelligenza artificiale a bordo dovrebbe vedersi entro la fine dell'anno.

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