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Horizon Zero Dawn: il safari dei dinosauri-robot al termine dell’umanità

Da mercoledì 1 marzo è disponibile Horizon Zero Dawn, videogioco prodotto dagli olandesi di Guerrilla Games esclusivamente per piattaforma Playstation 4. Si tratta di un titolo che ha suscitato grande interesse e attesa. Un po' perché la nomea dei produttori è buona (anche se si affacciano per la prima volta ad un videogioco del genere), un po' perché il marketing ha saputo lavorare bene.
Guerrilla Games è la stessa casa che ha prodotto il famoso “sparatutto” Killzone. Horizon Zero Dawn, invece, è un gioco totalmente differente. E per gli olandesi si tratta di un bell'esame di maturità.

Diciamolo subito: l'idea di base non spicca per originalità. L'ambientazione in un mondo post-apocalittico in cui il genere umano è assediato da feroci robot ha il sapore del già visto. Ma la giocabilità e il lavoro grafico sono notevoli.
Ci si trova nel 3000, e l'umanità è stata messa a dura prova da un'apocalisse. Villaggi e città sono agli antipodi della modernità. Le macchine hanno preso il sopravvento sull'uomo. I robot, sotto forma di dinosauri e grandi uccelli, convivono con gli esseri umani, pur manifestando la loro superiorità. La pace apparente dura poco. I robot diventano più grandi aggressivi e quel che resta dell'umanità è in pericolo.

Il trailer

Ed è qui che entra in campo Aloy, la protagonista del videogioco. Un personaggio che a tratti ricorda Lara Croft. Una ragazza dagli occhi chiari che sin da bambina viene respinta dal resto del villaggio. La ragazza, precipitando in una grotta, trova un dispositivo che le consentirà di interagire coi robot, scoprendone i punti più deboli. Una strage nel suo villaggio asseta Aloy di vendetta. E la sua lotta contro le macchine ha inizio. Una battaglia che la porterà a scoprire molto del suo passato.

Quello che ha colpito maggiormente di Horizon Zero Dawn, oltre al comparto grafico fatto di animazioni ben definite nei dettagli (sia per quanto riguarda i paesaggi, che per i robot), è la libertà d'azione. La giocabilità è di ottimo livello, e la protagonista può muoversi abbastanza liberamente nel paesaggio, a differenza di altri giochi simili che non consentono grosse variazioni. I combattimenti contro i robot sono duri al punto giusto e generano abbastanza pathos. Quelli con gli umani, invece, sembrano abbastanza banali.

Molto interessante, anche, l'alternanza fra giorno e notte, che rende il tutto più realistico. Aloy, in compenso, non si stanca mai. E questa è un po' una pecca. Come sembra peccare un po' l'inizio del gioco, abbastanza piatto e monotono rispetto ai livelli successivi. Il consiglio, dunque, è quello di farsi trasportare. Ne vale la pena.

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