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Favij, il papà ci racconta lo youtuber n. 1: regole, passioni e nostalgie

«Quando era piccolo poteva giocare ai videogame solo dopo i compiti. Avevo messo una protezione al pc che restava acceso per due ore al massimo. E agli altri genitori dico: fate lo stesso». Sergio Ostuni è il papà di Favij, classe 1995, uno degli youtuber italiani più amati. La passione per i videogiochi Lorenzo (vero nome di Favij) l’ha ereditata da lui: informatico, dipendente nel settore delle telecomunicazioni e oggi manager del figlio-prodigio.

Mio padre mi batte a Just Dance??! (Scontro EPICO)

«Lorenzo è figlio unico – racconta -, fin da piccolo ha sempre amato i videogame. A cinque anni già aveva confidenza con il computer. A 16 anni abbiamo iniziato a sentire strani rumori e voci provenire dalla sua cameretta e abbiamo scoperto YouTube». Niente di preoccupante in casa Ostuni, dove internet non è mai stato demonizzato, ma solo limitato negli orari: Lorenzo guardava video di altri youtuber, era bravo a scuola, mai un problema. Poi ha cominciato a filmarsi mentre giocava e da lì è iniziato il successo. «Non ci trovavo niente di strano – spiega papà Sergio – ma mi stupiva vederlo utilizzare software di editing complessi a soli 16 anni. Quando ha aperto il suo canale mi aggiornava sul numero di iscritti: mille, 5mila, 10mila. Mi ero detto: potrà arrivare al massimo a 100mila». Nel 2014 invece si aggiudica (primo caso in Italia) il Google Golden Button, premio di Google riconosciuto a chi supera il milione di iscritti sul proprio canale YouTube. Nei sei mesi successivi incrementa di altre 600.000 unità il numero degli iscritti, che ad oggi sono 3,5 milioni solo su YouTube, a cui si aggiungono 734mila fan su Facebook, 1,9 milioni di follower su Instagram e 70mila su Twitter.

“Non mi stupisce che abbia tanti fan: è il ragazzo della porta accanto, i giovani si identificano con lui, è un amico”

Sergio Ostuni, papà di Favij 

«Noi di questo successo ci siamo resi conto gradualmente – racconta il padre -, ma non mi stupisce che abbia tanti fan: è il ragazzo della porta accanto, i giovani si identificano in lui, è un amico». A stupire Sergio Ostuni è stato, piuttosto, il cambiamento nel mondo dei videogame: «Ai miei tempi a noi giovani piaceva giocarci, adesso invece ai ragazzi diverte guardare un coetaneo che gioca». Nei suoi video FaviJ si mette alla prova con diversi videogame, commenta la partita, dà consigli su come superare i vari livelli. Non è mister liceo, è piuttosto il compagno di banco simpatico, e questo in Rete piace di più: «Lorenzo ha sempre vissuto YouTube come un divertimento, non come un mezzo per diventare una star», sottolinea il papà. Però star lo è diventato: a marzo 2015 inizia le riprese del film Game Therapy e la Panini edita una collezione di figurine dedicate a lui, ad aprile 2015 esce il suo libro “Sotto le cuffie”, nel 2016 viene prodotta, con Giochi Preziosi, una linea di cartotecnica con la sua foto e lui diventa protagonista di due serie tv #SocialFace in onda su Sky Uno Hd. Arrivano le collaborazioni con Wind, Nintendo, Cartoon Network, Mondadori, La Repubblica, Ovs, Disney e Fox.

Un lavoro a tempo pieno
«Per noi la cosa più difficile non è stata gestire il successo – ammette il papà – ma vederlo andare via da casa: a 18 anni gli impegni erano già così tanti che Lorenzo ha dovuto lasciare Torino e trasferirsi a Milano. Vedere la sua cameretta dove ha girato i primi video vuota è dura». Favij ha fatto di YouTube un lavoro a tempo pieno: realizzare, montare ed editare i video lo impegna diverse ore al giorno, tutti i giorni. E poi ci sono le sponsorizzazioni. «Noi lo aiutiamo per la contabilità – spiega Sergio – e poi c’è una società che cura la sua immagine».

“Su YouTube funziona chi è autentico, genuino, chi vive questo mondo per quello che è: un gioco”

Sergio Ostuni, papà di Favij
 

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Il successo lo ha cambiato? «Davanti alla webcam è il solito pirla – scherza suo padre – ma gli impegni e le responsabilità lo hanno fatto maturare rapidamente». Lorenzo riceve proposte di lavoro quotidianamente, ma non ha intenzione di mollare YouTube. «È il suo mondo – spiega Sergio – ma soprattutto è il suo divertimento». Che poi il divertimento abbia portato anche fama e soldi, questo è un altro discorso. «Chi vuole fare lo youtuber pensando di farne un lavoro sbaglia approccio, l’esperienza di mio figlio lo dimostra: su YouTube funziona chi è autentico, genuino, chi vive questo mondo per quello che è: un gioco». Sarà pure un gioco, ma Favij gira per strada con la sciarpa sulla faccia per evitare l’orda di fan, e anche il papà Sergio viene fermato per firmare autografi. «Ma non ho la Ferrari e non ho lasciato il mio lavoro», sottolinea per spiegare che le cifre che si leggono su internet sono «senza senso». «Lorenzo ha trasformato la sua passione in un lavoro, inventandoselo. Per noi questa è la soddisfazione maggiore».

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