Tecnologia

Ecco come Uber, ride hailing e car sharing stanno muovendo i big…

scenari

Ecco come Uber, ride hailing e car sharing stanno muovendo i big dell’auto

Uber un animale strano. Non un costruttore d’auto ma sta contribuendo a rivoluzionare la mobilit urbana con effetti veri sul mercato automotive. Per usare le parole pi corrette dobbiamo parlare di ride hailing e car sharing. La prima un esempio di economia on demand applicata al trasporto a pagamento la seconda riguarda l’uso condiviso dell’auto. In ogni caso in queste parole contenuta una parte importante del futuro dell'automobile e della sua industria che affronta la epocale trasformazione del passaggio da un modello di business basato su propriet e possesso della vettura intesa strumento personale di mobilit a un altro fondato sull'uso di auto vetture condivise, accessibili via smartphone in modalit free floating, oppure su chiamata come se fossero taxi.

Che sia un mercato interessante per le case automobilistiche testimoniato dal loro intervento diretto. Daimler per esempio stata pioniera nel car sharing con la sua sussidiaria Car2Go (nata nel 2008) che ora con oltre due milioni di utilizzatori in 30 citt il pi grande servizio al mondo di condivisone di auto. Daimler controlla anche Moovel (gestione via app dei servizi di mobilit) e Mytaxi per l'ottimizzazione del trasporto pubblico.

Tra gli esempi pi recenti spicca Moia, che il 13 brand del gruppo Volkswagen ed appunto focalizzato sui nuovi sistemi di mobilit accessibili via smartphone. Del resto il gigante di Wolsburg invest 300 milioni in Gett, startup israeliana specializzata in mobilit privata condivisa stile Bal Bla car.

Psa (ora Peugeot Citroen, Ds e Opel) ha investito 100 milioni per aquisre una startup ed entrare nel mercato della mobilit con il brand Free2Move che offre un servizio via app che aggrega 20 operatori. Gm Invece entrata direttamente in Lyft, concorrente di Uber, con un investimento di mezzo miliardo di dollari. E per stare in casa nostra Eni con Fiat sostiene il servizio Enjoy mentre Bmw in joint venture con Syxt, il colosso europeo del noleggio a breve termine, ha da poco lanciato, anche in Italia Drive Now.

Il cambiamento di modello di business e di dinamiche di consumo delle soluzioni di mobilit apre infine interrogativi, tanto pi gravi se il costruttore agisce (come Audi o Bmw) nell’area premium dove il valore dell’immagine di marca e la qualit fanno la differenza, ma se l'auto non di propriet ed condivisa poco o nulla importa la marca, il modello o il suo design. E sul settore premium dell'automotive risiedono gran parte degli investimenti. In realt la verit sta nel mezzo: si tratta di canali aggiuntivi e non sostitutivi del possesso e propriet tradizionale.

Nel processo di digitalizzazione dell'auto rientra anche la guida autonoma che una cosa seria da interpretare con attenzione (distinguendo tra i 5 livelli stability dalla Society of Automotive Engineers) ma che diventa una favola del marketing quando si vedono i proclami di Uber in tal senso. Con Ford Volvo, Google, e Lyft Uber si messa a promuovere la guida autonoma negli Usa. Posto che ci vorranno anni primi di vedere un’auto senza conducente sulle nostre strade i numeri che accompagnano le nuove imprese tecnologiche che operano nel mondo dell'automotive e in quello delle connected car in particolare parlano da soli.

Poco meno di una novantina di operazioni (87 per la precisione), per una raccolta totale di un miliardo e 49 milioni di dollari. L’industria dell’auto sta guardando con interesse ai piccoli che innovano sul fronte dei sensori e non solo.

Verrebbe da dire che le case automobilistiche sono diventate un system integrator, per usare un linguaggio da informatici. Lo ha capito il venture capital.

Il valore dei round conclusi nel 2016, di cui il 68% negli Stati Uniti, pressoch raddoppiato rispetto all'anno precedente (la crescita di oltre il 91%) e ha superato di gran lunga l'exploit registrato nel 2013 grazie al botto pre Ipo da 400 milioni di dollari di Mobileye.

Le prospettive per i prossimi dodici mesi sembrano ancora promettenti e la sensazione degli analisti che l'impatto delle startup sull'industria delle quattro ruote possa essere sempre pi incisivo, a cavallo di servizi digitali e tecnologie che spaziano dalla guida assistita e autonoma alla cybersecurity, passando per i sistemi di comunicazione vehicle to vehicle.

Fra le prime operazioni registrate in questo inizio di 2017 spicca per esempio quella di Intel. Nei giorni scorsi il gigante del silicio ha acquisito la societ israeliana specializzata in sensori di rilevamento per auto driverless Mobileye per 15,3 miliardi di dollari.

Come a dimostrare che l’auto cambier con il supporto delle hi-tech company nei prossimi 10 anni pi di quanto non sia cambiata negli ultimi 30 anni.

© Riproduzione riservata