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Il Cygnus «italiano» vola verso la Stazione Spaziale Internazionale

AEROSPAZIO

Il Cygnus «italiano» vola verso la Stazione Spaziale Internazionale

Tre tonnellate di rifornimenti: da cristalli per esperimenti di fisica estrema a piante da coltivare nello spazio. La navicella Cygnus, ribattezzata John Glenn, dal nome dell’astronauta degli Anni ’50 della storica missione americana Mercury Seven, è una sorta di diligenza spaziale. È partita ieri dal Kennedy Space Center in Florida, più conosciuto in tutto il mondo come Cape Canaveral, per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), la base congiunta russo-americano-giapponese che da 20 anni orbita attorno alla Terra. È la stessa stazione, per intenderci, dove «AstroSamantha», l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti, ha battuto il record di permanenza nello spazio per una donna (199 giorni).

Il lancio della navicella Cygnus da Cape Canaveral

Il lancio riafferma la Nasa come rifornitore di riferimento per l’ISS, nelle missioni spaziali «cargo». Dopo l’incidente del 2014, quando dalla base di Wallops Island il lanciatore Antares aveva preso fuoco a 15 secondi dal decollo, ad assicurare i rifornimenti alla stazione spaziale erano stati il cargo russo Progress (del quale è andata a buon fine solo una missione delle due previste) e la navetta automatica giapponese Htv-5. Solo a dicembre 2015 sono ripresi i rifornimenti gestiti da aziende private per conto della Nasa. Il ritorno del primato americano è stato possibile grazie a un cambio di forntori: ora il main contractor è la Orbital ATK, società quotata a Wall Street, che se la deve vedere con concorrenti agguerriti come SpaceX, la società spaziale del miliardario inventore Elon Musk (l’imprenditore della supercar elettrica Tesla) e Sierra Nevada Corporation. Il razzo che spedisce in orbita è un Atlas; e il modulo è un Cygnus di nuova generazione (che può trasportare fino a 3,5 tonnellate rispetto alle 2 precedenti, con un grosso risparmio di costi).

Quella partita ieri era la settima missione di rifornimento commerciale alla ISS da parte di Orbital. Il modulo Cygnus ospita un carico di circa 3 tonnellate di rifornimenti per l'equipaggio, parti di ricambio e attrezzature scientifiche per esperimenti di astronomia, biologia e crescita dei cristalli. A bordo c’è anche un sistema avanzato per la coltivazione delle piante che aiuterà i ricercatori a comprenderne meglio i meccanismi di crescita biochimici nello spazio.

Al momento si sta attendendo che ci sia il distacco finale di Cygnus dal lanciatore e che si aprano i pannelli solari che alimentano il modulo: solo allora si avrà la certezza che possa arrivare bene fino alla Stazione. Raggiunta la ISS, il modulo Cygnus sarà catturato dal braccio robotico della stazione che la aggancerà alla stazione (per gli amanti dei dettagli aerospaziali, presso la porta Nadir del Nodo 1 della stazione). Scaricato dagli astronauti il materiale di rifornimento e ricaricata di materiale da distruggere, la navicella Cygnus rientrerà sulla Terra, disintegrandosi durante l’ingresso in atmosfera (per la velocità e il calore che si sprigionerà). Prima del «suicidio», però, Cygnus fornirà ancora un’ultima opportunità di ricerca: l'esperimento «Saffire III» che permetterà agli scienziati di studiare la propagazione del fuoco in microgravità.

Dietro la missione Cygnus di Orbital c’è molto dell’Italia: Thales Alenia Space, la joint-venture italo-francese, ha fornito le navicelle cargo Cygnus fin dall’inizio del programma. Dopo il primi 9 moduli consegnati in base al contratto siglato nel 2009, sono in fase di costruzione altri 9 moduli. Sono sette i moduli lanciati, di cui quattro in versione standard e tre in versione «enhanced». Realizzati da Thales Alenia Space a Torino utilizzando il nuovo impianto di saldatura (Friction Stir Welding), i nuovi moduli PCM Cygnus prevedono una serie di miglioramenti rispetto agli standard utilizzati nelle precedenti missioni. In particolare, il nuovo design presenta soluzioni più leggere ed efficienti per il trasporto del carico, aumentando la capacità sia in termini di massa che di volume e consentendo l’alloggiamento di borse di forma irregolare. Thales Alenia Space consegnerà i primi due moduli entro il 2017.

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