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Wsj: Google realizzerà un adblocker per il browser Chrome

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Wsj: Google realizzerà un adblocker per il browser Chrome

Il browser Chrome, realizzato da Alphabet (Google) e ormai utilizzato da ben oltre la metà dei dispositivi desktop e mobili, presto potrebbe essere dotato di una tecnologia di ad-blocking interna, che consentirebbe quindi di navigare su Internet senza dover visualizzare le pubblicità più impattanti e fastidiose.

La notizia, riportata inizialmente dal Wall Street Journal e non ancora confermata da fonti interne al colosso di Mountain View, sta creando scompiglio nel settore dell’advertising online e dell’editoria.

Anche se diversi dettagli non sono ancora noti, pare che l’adblocker di Google verrà implementato sia nella versione desktop del browser, sia in quella per dispositivi mobili come tablet e telefonini, e potrebbe essere abilitato di default in una delle prossime versioni di Chrome dopo l’installazione o l’aggiornamento del programma. Il blocco delle pubblicità online non sarebbe totale, ma riguarderebbe solo quelle forme più impattanti e fatidiose per l’utilizzatore, come i pop-up e i pop-under (pubblicità che aprono una nuova finestra nel browser, sopra o sotto quella dove si sta navigando) o i video pre-roll (visualizzati prima del video target, con sonoro abilitato e senza la possibilità di essere bloccati), secondo le specifiche identificate dalla Coalition fo Better Ads, di cui la stessa Google fa parte insieme ad altre società come Facebook.

La tecnologia di adblocking non è una novità: molte società terze parti hanno infatti già realizzato estensioni che bloccano le pubblicità (tutte o le più impattanti) che possono essere utilizzate sia sullo stesso Chrome sia su altri browser desktop e mobili. Certo che però una mossa diretta dell’azienda

“Se Google piò eliminare le pubblicità più fastidiose, è un’ottima cosa”

Neil Vogel, Ceo di about.com 

californiana avrebbe un impatto del tutto diverso, come già hanno iniziato a notare gli operatori del settore. Il Ceo di about.com Neil Vogel, sentito dal Wsj, ha commentato: «Se questo significa un passo in avanti per eliminare oggetti noiosi e offensivi dalla Rete, penso che sia un’ottima notizia per noi. Gli utenti installano adblocker perché gli editori di livello più basso spesso violano le regole del buonsenso. Se Google piò eliminare le pubblicità più fastidiose, è un’ottima cosa». Vogel sottolinea però anche i rischi che una tecnologia del genere venga implementata direttamente nel browser più utilizzato da Google che, ricordiamo, realizza gran parte dei propri (colossali) guadagni proprio con le varie forme di pubblicità online: «Il rischio è che si concentri un grandissimo potere nelle mani di un’unica organizzazione, che non è per nulla neutrale ma anzi ha enormi interessi nel settore».

Internet Advertising Bureau (Iab), la più importante associazione nel campo della pubblicità digitale a livello mondiale (che vede Google fra i suoi membri), per ora non ha commentato la notizia. Tuttavia, in passato aveva preso una posizione netta contro le società che realizzano adblocker: circa un anno fa, il Ceo di Iab aveva infatti definito l’adblocking «una guerra contro la diversità e la libertà di espressione».

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