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Sonda Cassini mai così vicina a Saturno: tutto pronto per…

in orbita da 13 anni

Sonda Cassini mai così vicina a Saturno: tutto pronto per «l’ultima danza»

Google ha dedicato il 26 aprile il suo famoso doodle, l'animazione spesso molto simpatica che c'è nella pagina principale del suo sito di ricerca, alla sonda italo-americana europea Cassini, e ce la mostra come un simpatico paparazzo spaziale che fotografa alla grande Saturno, il più elegante e bello dei pianeti del sistema solare contornato come è dai suoi splendidi anelli.

La dedica di Google è meritata, dato che Cassini il 21 scorso ha incominciato l'ultima danza attorno al pianeta che sta studiando da molti anni, 13, e di cui ci ha dato un report magnifico sia dal punto di vista estetico, con un reportage di immagini tutte di grande impatto e bellezza, sia da quello scientifico, fornendo una quantità di informazioni scientifiche che serviranno come materia di studio e analisi per almeno i prossimi 10 anni, sciogliendo molti dei misteri che tuttora avvolgono il grande pianeta. Il 15 settembre la sonda sparirà in un ultimo abbraccio con Saturno, tuffandosi dentro la sua atmosfera.

La bellezza di Saturno «catturata» dalla sonda Cassini

Dallo studio, appunto, dell'atmosfera ai nuovi satelliti scoperti, alla loro forma consistenza, all'incredibile, quanto invisibile, gioco gravitazionale che tiene assieme miliardi e miliardi di blocchi di ghiaccio negli anelli, che ruotano attorno al pianeta, Cassini ci ha dato informazioni di prim'ordine, che hanno sciolto molti dubbi ai planetologi sulla dinamica di quel complesso mondo. Soprattutto ci fatto capire bene l'affascinante Titano, il più grande dei satelliti naturali di Saturno, incredibilmente ricoperto di mari e laghi di metano e idrocarburi e ci ha fatto vedere come sotto la crosta dell'altro satellite importante di Saturno, Encelado, possano esistere mari interi, forse un unico oceano, di acqua salata e liquida, riscaldata dal nucleo del satellite talmente tanto che a volte riesce a spaccare la sua coltre gelata ed uscire con sbuffi poderosi e caldissimi come in un geyser islandese.

La terra vista da Saturno

Cassini, pochi lo ricordano oggi, è stata proposta come missione addirittura nel 1974 dall'Italia, che allora stava cercando di mettere insieme quella che oggi è la nostra Agenzia spaziale nazionale, Asi. Cassini partirà solo nel 1997, dopo una lunga gestazione anche perché, per l'epoca, era una missione complessa e costosa, e arriverà nell'orbita di Saturno nel luglio 2004. Da ricordare, anche perché si tratta di una parte della missione in cui l'Italia ha avuto un ruolo importantissimo, che la sonda portò fino a Titano un piccolo mezzo, Huygens, che arrivò perfettamente sulla superficie di quel satellite naturale e ci diede informazioni preziosissime sulla composizione di quel mondo, simile probabilmente alla Terra nella sua epoca prebiotica quando cioè non era ancora comparsa la vita.

Mentre scriviamo Cassini è in una zona di ombra ovverossia non può trasmettere a Terra i dati raccolti nella prima delle 22 orbite previste con massimo avvicinamento a Saturno. L'attesa quindi per le prossime ore è molto frenetica solo al 27 aprile, alle 9:05 ora italiana, avremo i primi dati ottenuti durante il massimo avvicinamento a Saturno.

Il pianeta Saturno con i suoi anelli

Cassini nel suo “gran finale” compirà 22 orbite molto ellittiche in cui passerà attraverso una specie di pertugio cosmico di 2400 km circa per avvicinarsi il più possibile a Saturno, a soli 1628 km dalla superficie, un bell'azzardo. Soprattutto entrerà all'interno del sistema degli Anelli, a una velocità, estremamente pericolosa in caso di urto, di 123.000 km all'ora. Le possibilità di impatto sono notevoli, e questo dà l'idea dello Stato di ansietà con cui ogni passaggio verrà vissuto, d'altronde i dati che ci si aspetta sono fondamentali per calcolare la massa degli anelli, cosa che prima era impossibile dall'esterno. DA questo potremo capire come questo incredibile sistema formato da miliardi di blocchi di ghiaccio di tutte le dimensioni resti, quasi magicamente vien da dire, sospeso nel vuoto cosmico e in perfetto equilibrio.

Anche se Cassini è lì da 13 anni, quello che viene chiamato “gran finale”, con una parola tutta italiana è di fatto una missione nella missione che, nella speranza che tutto vada nel migliore dei modi, finirà il 15 settembre prossimo quando si immergerò nell'atmosfera di Saturno in un abbraccio definitivo.

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