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Nasce il primo Centro in Italia per le malattie immuno-infiammatorie

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Nasce il primo Centro in Italia per le malattie immuno-infiammatorie

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In occasione della Giornata Mondiale dell'Immunologia - iniziativa lanciata nel 2005 dalla European Federation of Immunological Societies (Efis) per diffondere e rafforzare nell'opinione pubblica la consapevolezza dell'importanza dell'immunologia come disciplina scientifica alla base della salute dell'uomo – l'Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano) presenta il primo Centro italiano per le malattie immuno-infiammatorie.

I meccanismi dell'immunità e dell'infiammazione sono infatti legati a malattie fra loro molto diverse, come la malattia di Crohn, l'asma bronchiale, la psoriasi, l'artrite reumatoide o il lupus, che registrano un'incidenza annua in costante crescita molte delle quali colpiscono soprattutto le donne.

«L'idea nasce da tre considerazioni – spiega Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University - La prima si basa sul fatto che il 20% circa dei pazienti con problemi di immunità e infiammazione alla pelle, alle articolazioni, all'intestino hanno un problema di immunità che colpisce anche un altro organo. La seconda considerazione è che i meccanismi di queste malattie che sembrerebbero diverse tra loro hanno delle parole chiave in comune. E Il terzo punto è che le strategie terapeutiche sviluppate per una malattia si sono poi trasferite nel tempo ad altre patologie. Un esempio storico: il blocco di una citochina che si chiama Tnf ha cambiato la vita ai pazienti con artrite reumatoide e dopo un certo numero di anni si è rivelato attivo anche nella colite ulcerosa. Questo è successo in passato sta succedendo oggi e succederà ancora in futuro».

Tra gli obiettivi del nuovo Centro c'è infatti quello di accelerare il trasferimento delle conoscenze e delle strategie diagnostiche terapeutiche da una malattia all'altra senza aspettare anni. «Una conquista fondamentale che non può prescindere dalla ricerca, sia in laboratorio sia al letto del paziente» precisa Mantovani. Infatti l'Humanitas Immuno Center è stato concepito in un'ottica di Medicina di precisione, integrando la ricerca con la competenze cliniche di gastroenterologia con Silvio Danese, pneumologia e allergologia con Giorgio Walter Canonica, dermatologia con Antonio Costanzo e reumatologia con Carlo Selmi.
Non solo. Queste malattie autoimmuni e infiammatorie oltre a essere sempre più diffuse, possono essere considerate paradigma delle malattie di genere. Ne è un esempio l'artrite reumatoide, che ha un'incidenza di 7:1 rispetto agli uomini. La decisione di aprire il Centro conferma la volontà di Humanitas di prestare particolare attenzione a prevenzione, diagnosi e cura delle patologie femminili, come dimostra l'ottenimento per il terzo anno consecutivo dei bollini rosa conferiti da Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna per il Progetto Ospedale Donna.
«Il sistema immunitario è di genere – precisa Mantovani - Pensiamo alla gravidanza, momento nel quale ci sono delle profonde trasformazioni del sistema di difesa affinchè la madre non rigetti il prodotto del concepimento. Anche gli ormoni femminili e i geni sul cromosoma X influenzano il sistema immunitario della donna in maniera diversa rispetto all'uomo. Abbiamo quindi un dovere morale di affrontare queste malattie che colpiscono soprattutto le donne».

Come ha anche ricordato pochi giorni fa a Roma il ministro della salute Beatrice Lorenzin, aprendo la seconda Giornata nazionale della salute della donna: «Ancora si è restii a investire sulla ricerca al femminile – ha osservato – e la maggior parte dei farmaci vengono testati esclusivamente sugli uomini. Questo è un elemento che ho inserito non solo nell'agenda nazionale italiana, ma anche nell'agenda internazionale europea che porterò al G7». Che sottolinea: «La salute della donne è diversa perché siamo fisiologicamente diverse e abbiamo la necessità di avere delle terapie e degli elementi di prevenzione che riconoscono la nostra specificità biologica sia dal punto di vista ormonale sia da quello fisiologico».

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