Tecnologia

L’Europa della ricerca disegnata dai cittadini

Horizon 2020

L’Europa della ricerca disegnata dai cittadini

Politici, esperti e consulenti. Di solito sono loro che disegnano le priorità della ricerca e sviluppo in Europa. Ora, per la prima volta sono stati 5mila, cittadini a dire a Bruxelles cosa vogliono per il futuro: sostenibilità, sistemi sanitari accessibili e sistemi educativi al passo con le esigenze reali delle persone. Questi i risultati del progetto Cimulact, che saranno presentati domani dal Politecnico di Milano, partner per l’Italia, che ha curato gli aspetti di co-design del processo . Nei prossimi mesi alcuni desiderata saranno inclusi nei bandi di Horizon2020.

Le priorità degli europei

Arricchiti attraverso una consultazione online (che ha coinvolto oltre 4mila persone) e un secondo ciclo di 30 consultazioni nazionali, i risultati sono stati riassunti in 23 programmi di ricerca e sviluppo. Per i cittadini europei le cinque questioni più urgenti a cui dare risposta sono le seguenti: 1) Come ritrovare connessione e armonia con la natura, stabilendo pratiche che riconnettano a essa e stabiliscano la sostenibilità come una priorità 2) Come garantire a tutti un accesso equo a servizi sanitari di elevata qualità a dispetto di reddito e localizzazione geografica 3) Come integrare le tecnologie digitali nei servizi sanitari per avere trattamenti più personalizzati, umani ed efficaci 4) Come costruire un sistema educativo più attento alle inclinazioni personali e potenziato dalla tecnologia 5) Come rendere tutti più creativi e capaci di pensare in modo progettuale, propositivo e capace di trovare soluzioni anche rispetto allo svolgersi della propria vita lavorativa e sociale.

Gli italiani più concentrati sull’equilibrio vita-lavoro

Le priorità da dare alla futura Europa cambiano molto da paese a paese, come è emerso dal complesso processo di co-creazione del progetto Cimulact (Citizen and Multi-Actor Consultation) che, in tre anni, ha coinvolto 30 paesi . Per l’Italia - secondo i risultati che saranno presentati mercoledì 18 maggio - le urgenze riguardano la ricerca di un equilibrio tra vita privata e vita professiale, il rafforzamento della resilienza e di una attitudine al problem solving anche attraverso processi creativi, il tema della vivibilità delle grandi città a confronto coi centri minori, strumenti per aumentare la partecipazione delle persone alla vita collettiva.

«Oggi questi risultati sono parte del materiale che sta inspirando e orientando la scrittura dei prossimi bandi, come Horizon 2020, che finanzieranno la ricerca e l’innovazione dei prossimi anni» spiega Anna Meroni, docente del centro Design for social innovation and sustainability del Politecnico di Milano, che nei prossimi mesi sarà impegnato a diffondere agli enti di ricerca i risultati del progetto.

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