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Innovazione sociale digitale, Italia al quarto posto in Europa

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Innovazione sociale digitale, Italia al quarto posto in Europa

Social network di pazienti che si mettono in rete per dire la loro, piattaforme di crowdfunding per finanziare campagne ambientali, app che risolvono il problema dello spreco del cibo o che aiutano i disabili. L’Italia è al quarto posto per innovazione sociale digitale, preceduta da Gran Bretagna, Spagna e Francia. Almeno secondo i progetti mappati in crowdsourcing dall’organizzazione non profit Nesta. Tutti questi progetti sono digitali e ambiscono ad avere un impatto sulla società, dalla salute alla scuola, dalla scienza all’ambiente.

Complessivamente i progetti mappati sono stati 1.068 e fanno capo a 1.890 organizzazioni. La Gran Bretagna ha 240 progetti, seguita da Spagna 100, Francia 80, Italia 76. Seguono i Paesi Bassi 74, la Germania 49 e il Belgio 28. Ma aldilà dei numeri, è interessante vedere i settori più fertili.

L’Italia, secondo il report del National Endowment for Science, Technology and the Arts, è particolarmente attiva nell’ideare soluzioni utili usando social network e social media (tra i tanti citati Cittadini Reattivi, Fondazione Giannino Bassetti, Fucine Vulcano, Impact Hub Milan, Respiro del Mare, ViciniDiCasa Ltd, Fondazione Mondo Digitale, greenApes, Le Cicogne, Lizardeals, Lynx), il crowdsourcing, il crowdmapping e il crowdfunding (tra i tanti BikeDistrict, Cleanap MappiNa, Project Ahead), nonché mobile e web app (Retedeldono, SocialFare, Università di Torino, Informatica Trentina U-Hopper srl). Le sfide con cui l’Italia si confronta di più sono l’educazione, la partecipazione e la democrazia, beni culturali e arte. In generale guardando la mappa le città italiane più attive sono Milano, Roma, Torino e Trento.

Se consideriamo le organizzazioni di innovatori sociali l’Italia avanza in classifica al terzo posto con 222 soggetti, dopo Gran Bretagna (361)e Francia (246). Seguono Spagna (160), Paesi Bassi (108). In tutto rappresentano i tre quarti delle organizzaizoni mappate.

Il report nasce all’interno del progetto The DSI4EU di Nesta in partnership con Waag Society e Supsi. La mappa online consente anche di navigare in Europa rintracciando le correlazioni tra progetti e istituzioni.

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