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Al via CooperJob, la piattaforma «sociale» per la ricerca lavoro

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Al via CooperJob, la piattaforma «sociale» per la ricerca lavoro

Una piattaforma per la ricerca di impiego «con valore sociale», radicata sul territorio e del tutto open data. Si presenta così CooperJob, il portale di domanda e offerta lavoro lanciato dal gruppo cooperativo Cgm. Online da poco più di una settimana, il sito cerca di «rompere le regole del gioco» delle varie agenzie di somministrazione con alcune particolarità: dalla disintermediazione del processo di candidatura a un servizio di Web tv interno, fino all'obiettivo di trasformarsi «nella prima public company italiana» entro il luglio di quest'anno. A pochi giorni dall'esordio, la piattaforma ha raccolto un totale di 500 curricula: «La nostra differenza è che siamo radicati da 30 sul territorio. Inoltre, tramite la profilatura, siamo sicuri che i lavori siano sempre accessibili ai profili più bisognosi» spiega Marco De Stefani, direttore generale di CooperJob. Alle spalle del progetto c'è il circuito di Cgm, forte di 840 cooperative e oltre 41mila soci.

Come funziona il portale
Almeno nella grafica, CooperJob ricorda l'ampissimo repertorio di portali e agenzie online diffusi a livello internazionale: un motore di ricerca per scremare opportunità di carriera, in questo caso sotto al cappello di una rete cooperativa. La differenza sta nell'assenza di intermediazioni, secondo la logica di un marketplace digitale che favorisce l'incontro diretto tra datori di lavoro e risorse in cerca di contratto. Le prime hanno accesso a una piattaforma professionale di Hr, con disponibilità di anagrafica dettagliata, ricerca libera, pubblicazione di vacancies e connessione con i propri social media aziendali. I secondi si avvalgono di un browser che consente, ad esempio, di gestire più identità professionali o di raccontarsi in prima persona. Uno dei fiori all'occhiello del sito è la Web Tv, con carrellate di video che vanno dall'auto-presentazione dei candidati a lezioni di welfare aziendale e management dei talenti nell'era dell'industria 4.0. «Si parla di una televisione digitale con video peer-to-peer, dove il candidato può presentarsi e promuoversi – dice De Stefani – Ma non solo: ci sarà anche un racconto del vero Paese e di come va il mercato del lavoro, senza filtri e in piena trasparenza».
Il progetto public company
La piattaforma è nata senza round corposi alle spalle, con un auto-finanziamento di 40mila euro e una quota del 20% del fatturato Cgm destinato alla costituzione del progetto. Ora l'obiettivo è di trasformarsi in una public company, partecipata da un azionariato diffuso su scala nazionale. Tra giugno e luglio di quest'anno saranno emesse azioni da 100 euro, senza costi di transazione ulteriori: «Si potrà diventare nostri soci senza costi aggiuntivi – spiega De Stefani – Vogliamo allargarci il più possibile per essere davvero vicini alle esigenze delle imprese».

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