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Svelato Last Day of June, il nuovo videogioco di Ovosonico sull’amore…

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Svelato Last Day of June, il nuovo videogioco di Ovosonico sull’amore e la perdita

Ci sono colori, melodie e simboli che colpiscono dritto allo stomaco. Il teaser del nuovo videogioco di Ovosonico ha l’effetto di portarti in un luogo di emozioni verso cui solo i game designer più coraggiosi hanno saputo spingersi. «Il titolo è Last Day of June - sospira Massimo Guarini, fondatore di Ovosonico, con la voce davvero emozionata - è una fiaba moderna che parla di amore e perdita e vuole provare a rispondere a una domanda: Cosa saresti disposto a fare per salvare chi ami”?».

Tecnicamente è un gioco in terza persona con elementi puzzle. Qui a Varese dove ha la sede la software house italiana lo definiscono un emotional puzzle game. Ambientato negli anni Settanta racconta la storia di Carl e June. Carl è impacciato e tenero, June è innamorata e ha una annuncio da fare. Li scopriamo pochi istanti prima da un incidente d’autoche cambierà le loro vite. Le immagini dei primi dieci minuti di gioco mostrati in anteprima suggeriscono ancora poco al videogioco ma svelano con chiarezza da dove è partito, in quale quadro concettuale e culturale ha voluto sviluppare la sua idea. « Il progetto nasce dal video musicale “Drive on” di Steven Wilson (oggi solista ma negli anni Novanto noto come il cantante di Porcupine Tree).

La videoclip On Drive

Massimo Guarini racconta di come sia stato roccambolesco l’incontro con il regista del video per arrivare al musicista. «Sono sempre stato un suo fan, volevo a tutti i costi il suo talento nella colonna sonora del gioco. E dopo essere entrato in contatto con lui, pur non conoscendo affatto i videogiochi, Steve si è fidato di noi e ci ha concesso le sue musiche». Quella realizzata non è solo una colonna sonora ma un elemento portante. Anzi, si può dire che Lat Day of June nasca da un suono, dall’abilità dell’artista di giocare con i toni minore e maggiori per creare tappeti musicali sottili e intensi. Anche lo stile artistico sembra essere nato per interpretare questa musicalità. Last Day of June è un acquarello. Una marmellata di colori schiacciata sullo schermo dove dominano i toni blu e gli arancioni. Carl e June invece sono burattini senza occhi, ispirati al video Drive On. «Non c’è dialogo, i personaggi esprimono emozioni senza articolare parole, come nei lungometaggi di Aardman Animations ( Wallace e Gromit, per intenderci). La scelta è direttamente legata al gameplay. All’inizio si aprono come delle parentesi che saremo chiamati a riempire nel corso del gioco».

I primi minuti suggerisono come Guarini intenda giocare con il passato e il presente. Con la memoria di lei e il presente tragico di lui. Con il ricordo sofferto di Carl che ritroviamo su una sedia a rotelle e un futuro che può essere forse cambiato.

Due anni dopo il successo di Murasaki Baby Massimo Guarini, ex game director Ubisoft ed Grasshopper Manufacture, uno dei pochissimi professionisti italiani ad avere uno standing internazionale, dà l’impressione di avere per le mani il gioco che avrebbe sempre voluto, quello che meglio lo rappresenta. Siamo dalle parti di Up (moltissime le citazioni) della Pixar. C’è anche qualcosa di immaginifico alla Tim Burton. Siamo di fronte a una opera complessa, forse troppo. Non facile e difficile. Sicuramente, come conferma sorridendo lo stesso Guarini, non è un gioco per bambini.

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