Tecnologia

Un miliardario russo pronto a «sparare» nanosatelliti da un grammo …

su alpha centauri

Un miliardario russo pronto a «sparare» nanosatelliti da un grammo nello spazio

Sarà la fotografia più costosa della storia dell'umanità quella che i nanosatelliti della Breakthrough Foundation scatteranno, non si sa bene quando, di un pianeta che orbita attorno alla stella più vicina a noi, Alpha del Centauro, anche se non sappiamo bene se questo pianeta ci sia o no. Non è uno scherzo ma il progetto visionario del russo Yuri Milner, patron e ufficiale pagatore di questa fondazione nata due anni fa e che ha come soci Mark Zuckerberg e il famoso scienziato Stephen Hawking.

Prima di tutto occorre capire se questo pianeta, a soli quattro anni luce da noi, c'è davvero e dove stia precisamente: per questo il progetto Starshot, così si chiama questa operazione, ha stretto costose collaborazioni con vari osservatori astronomici in tutto il mondo, a iniziare da quello europeo, Eso, che ha i maggiori telescopi esistenti in Cile. Poi ha assunto alcuni fra i maggiori specialisti di satelliti, letteralmente strappati a Nasa, e infine sta mettendo in campo i migliori cervelli per costruire il prototipo di satellite, che è piuttosto particolare.

Infatti mettendo insieme sistema di volo, apparati di trasmissione interplanetari, controllo, camera fotografica per la ripresa e pure un po' di spazio di memoria fisica per immagazzinare il tutto, ebbene, tutto questo deve pesare mezzo grammo. Per quanto strano possa sembrare, ingegneri e tecnici sono fiduciosi che si possa fare entro una o due decadi e, a una conferenza all'Università di Roma, è passato di mano in mano fra i presenti un prototipo che potrebbe volare anche presto per prova.

Ovviamente c'è da chiedersi chi porterà mai uno di questi nanosatelliti fino ad Alfa del Centauro alla velocità prevista di 60.000 chilometri al secondo, ossia il 20% di quella della luce. Nessun motore può fare questo, il peso minimo permetterà di spingere la pulce spaziale tramite un laser, o meglio una batteria di questi apparati, che sta a terra e che in 4 minuti porterà i nanosatelliti, dotati di una vela spaziale da 4 metri quadri per intercettare il fascio, a quella fantastica velocità. Il tutto peserà 1 grammo circa. Unico problema, speriamo che la foto non venga sfocata, la previsione è per il sesto decennio del secolo, ma le prime prove di questo nuovo “Sputnik 2.0” potrebbero essere imminenti.

Leggi su Nòva i dettagli della missione Starshot.

© Riproduzione riservata