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Startup Usa: nuove batterie per auto elettriche a ricarica immediata

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Startup Usa: nuove batterie per auto elettriche a ricarica immediata

John Cushman
John Cushman

Uno dei problemi che hanno reso finora le auto elettriche poco adatti ai viaggi su lunghe distanze sono i tempi di ricarica delle batterie, che si misurano in termini di ore e non di minuti, come siamo abituati a fare quando ci rechiamo in una normale stazione di servizio per fare rifornimento.
Ma una nuova tecnologia, sviluppata da un team di ricerca dell’università di Purdue (West Lafayette, Indiana) capitanato dal professor John Cushman, potrebbe cambiare in futuro le carte in tavola. Il team ha infatti presentato una ricerca per un nuovo tipo di batterie prive di membrana e con elettroliti fluidi (per esempio una miscela di acqua ed etanolo o metanolo), che potrebbero quindi essere riforniti alle auto tramite pompe, e non più con stazioni di ricarica come si usa adesso per le auto elettriche, mentre gli elettroliti esauriti devono essere scaricati ed inviati, per la ricarica, in impianti appositi. Che, per mantenere il ciclo completamente “ad emissioni zero”, possono essere impianti solari, con turbine a vento o ideroelettrici.

La presentazione della startup IF battery

Lo studio, chiamato “Redox reactions in immiscible-fluids in porous media – membraneless battery applications” è stato presentato recentemente alla nona conferenza internazionale della International Society for Porous Media, tenutasi a Rotterdam in Olanda. Cushman ha anche fondato una spin off universitaria, chiamata IFBattry Llc, per sviluppare ulteriormente e commercializzare la nuova tecnologia, inseme a un altro professore dell’università di Purdue, Eric Nauman.

Per Cushman, «la più grande sfida per le industrie dell’auto [che utilizzano motori elettrici] è quella di prolungare il più possibile la durata della carica di una batteria, e creare le infrastrutture necessarie per caricare il veicolo. Mentre il massimo ostacolo attualmente per i conducenti è il tempo necessario per mantenere carica la propria vettura». Nauman sottonlinea inoltre che «progettare e costruire queste stazioni di ricarica [per auto elettriche] richiede ingentissimi investimenti infrastrutturali, con costi enormi. IFBattery sta sviluppando un sistema di stoccaggio dell’energia che permetterebbe ai possessori di auto con motore elettrico di rifornire il proprio veicolo con elettroliti fluidi, in un modo non troppo diverso da come ora si va a rifornire il serbatoio di un’auto benzina o diesel».

I liquidi della batteria esauriti potrebbero quindi essere portati in impianti di ricarica, dove gli elettroliti vengono rigenerati. «Gli utenti -prosegue Cushman- potrebbero lasciare gli elettroliti esauriti presso le stazioni di servizio, per poi essere inviati ad impianti solari, turbine a vento o idroelettrici per la ricarica. Insomma, la nostra tecnologia potrebbe utilizzare gran parte dei sistemi di infrastruttura già esistenti».

Un altro componente del team di ricerca, l’assistente di dottorato Mike Mueterthies, precisa: «Altre batterie di questo genere già esistono, ma siamo i primi che sono riusciti a rimuovare le membrane, con riduzione dei costi e aumento della durata delle batterie». Inoltre, conclude Cushman «i componenti del nostro sistema sono abbastanza sicuri da poter essere immagazzinati anche in una casa, sono abbastanza stabili da poter soddisfare le principali esigenze di produzione e sono economici».

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