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Satispay verso nuovo round raccolti finora 14,5 milioni

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Satispay verso nuovo round raccolti finora 14,5 milioni

Una tra le più importanti espressioni del fintech italiano. E lo dicono i numeri. In poco più di due anni Satispay (è infatti operativa da gennaio 2015, anche se la sua fondazione risale al 2013) ha fatto passi da gigante nell’arena, sempre più affollata, dei pagamenti via smartphone. Circa 130mila utenti attivi, oltre 16mila negozi che supportano la piattaforma (numero che aumenta di 70 unità al giorno), circa tre milioni di euro di transato mensile con un tetto di 200mila operazioni gestite (a maggio) e 250mila download dell’app che gestisce la transazione appoggiata al conto corrente. Numeri che trovano sponda nel nuovo round di finanziamento che si chiuderà in agosto e che, ad oggi, ha già raccolto 14,5 milioni di euro. L’aumento di capitale è stato al momento sottoscritto per una buona parte (circa 10 milioni) da nuovi investitori e per la quota rimanente dai soci storici (fra cui Iccrea Banca) e servirà, come spiega al Sole24ore Alberto Dalmasso, 33enne cuneese, co-fondatore e amministratore delegato della società, «a consolidare la presenza sul mercato italiano e a potenziare la strategia di internalizzazione, focalizzandoci inizialmente sui principali mercati a base euro». I passi da compiere nell’immediato sono chiari ed altrettanto lo sono quelli per raggiungere la profittabilità. «Non abbiamo l’ansia della monetizzazione bensì quella di crescere» aggiunge l’ad, confermando gli obiettivi fissati nel piano industriale: entro il 2018 Satispay punta a 1,2 milioni di utenti attivi e 100mila esercenti e nel 2019 a portare il fatturato a tre milioni di euro, dai circa 350mila del 2016 e gli 1,2 milioni di quest’anno.

A differenza dei borsellini elettronici dei grandi colossi tecnologici (da Apple a Google passando per Samsung, Amazon e PayPal) e di altri operatori, la formula di Satispay è quella di servirsi del dispositivo mobile come reale alternativa al contante: la transazione di denaro non è infatti appoggiata ad alcun circuito di carte di credito o debito bensì all’Iban dell’utente. La praticità d’uso, i bassi costi di commissione (azzerati sotto i 10 euro e di 20 centesimi sopra questo limite, ndr) e la possibilità di attivare servizi a valore aggiunto, come il cash back o il credito al consumo, sono i motivi che, secondo Dalmasso, stanno convincendo sempre più merchant (tra questi molti piccoli esercenti ma anche marchi importanti come Benetton, Old Wild West, Moleskine, Total Erg e l'ultimo entrato Yeppon.it) a sposare la piattaforma.

Oggi, spiega ancora il Ceo, «l’85% dei pagamenti è effettuato in contanti ed è questo il bacino che noi vogliamo andare ad aggredire. Tutti sanno delle difficoltà di utilizzare la carta di credito per i piccoli acquisti: il valore medio delle transazioni gestite dalla nostra piattaforma è di 16 euro, rispetto a una media di 65 euro delle carte». Neppure lo sbarco in Italia di Apple Pay “spaventa” Satispay. Anzi. «Il suo annuncio – sorride Dalmasso – ci sta per il momento regalando indirettamente molta visibilità e pubblicità, gratuitamente, accendendo la curiosità dei consumatori sui pagamenti indipendenti». Poi si vedrà. Nel frattempo Satispay si sta strutturando per supportare la nuova fase di crescita: il gruppo di lavoro è oggi di 55 persone e altre 20 figure (fra tecnici, esperti di performance marketing ed addetti al customer service) sono nella lista delle assunzioni previste.

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