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Ecco Surface Laptop: il computer portatile diventa un esercizio di stile

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Ecco Surface Laptop: il computer portatile diventa un esercizio di stile

Il presupposto, magari non condivisibile da tutti, è il seguente: un computer può essere anche un oggetto fashion, capace di esprimere il modo di essere di una persona attraverso colori e rifiniture che (si presume) riflettono la creatività e lo stile di vita di un individuo. Giusto o sbagliato che sia, questo è il concetto che Microsoft ha fatto proprio stringendo una collaborazione con Alcantara per accompagnare il lancio in Italia dei nuovi notebook e tablet a proprio marchio, il Surface Laptop e il Surface Pro. Ryan Gavin, General Manager della divisione Surface, che abbiamo incontrato a Milano in occasione del battesimo dell'esposizione “Surface, a New Touch of Style”, si dice convinto che la differenza fra la proposta targata Redmond e quella della concorrenza (da Apple ai produttori fedeli a Windows come Hp, Lenovo, Asus e la new entry Huawei) è proprio nel fattore “personal”. Il nuovo notebook, insomma, nasce per essere riconosciuto in mezzo agli altri, e innanzitutto per come si presenta.
Le prestazioni, la super autonomia della batteria (14,5 ore dichiarate), lo schermo ad altissima risoluzione e il ricco corredo di applicazioni accessibili in cloud (da Office 365 a tutte quelle scaricabili dallo Store) sono ovviamente attributi importanti e altrettanto decisivi per la scelta di acquisto. Ma mai come per questo rilascio di prodotto, Microsoft ha puntato sul fattore design ed estetico, sulla capacità della “macchina” di regalare sensazioni visive e tattili. Aspirando, come già successo a diversi prodotti hi-tech, a far diventare il suo prodotto un prodotto iconico. La scelta di affidarsi ad Alcantara per vestire il corpo del computer va per l'appunto nella direzione di rendere “esclusivo” l'oggetto, caratterizzandolo in funzione di un'utenza che vuole essere (o sentirsi) di tendenza.

Se guardiamo alle doti tecniche delle due “new entry” è evidente il tentativo della casa di Redmond di voler accontentate i palati fini anche sotto l'aspetto più funzionale. Il Surface Laptop, in particolare, fa della portabilità il suo punto di forza (pesa poco più di 1,2 chilogrammi) e abbina a un display da 13,5 pollici ottimizzato per le funzioni touch (da poter sfruttare con l'apposita penna digitale, la Surface Pen) una tastiera in cui spicca un trackpad di grandi dimensioni. Nel motore opera invece un processore Intel Core di settima generazione, per garantire il fatto che la potenza di elaborazione a bordo di questi portatili è quanto di meglio si può chiedere. Lo stesso principio possiamo applicarlo ai Surface Pro, evoluzione ultima del concetto di “2-in-1” secondo Microsoft, che non a caso affibbia a questo tablet convertibile l'appellativo di “studio creativo mobile”, in cui la componente “personale” è affidata al vezzo estetico delle rifiniture in Alcantara che impreziosiscono la tastiera.
Dopo averli visti e toccati, sorge spontanea una domanda: questi due computer mobili possono essere una prima scelta d'acquisto per una certa fascia di consumatori? Il confronto con i prodotti di Apple, i Macbook (Pro e Air) e l'iPad Pro, è immediato e ci dice innanzitutto che a livello di prezzi di listino siamo più o meno in linea con le proposte di Cupertino. I fedelissimi dei computer della Mela, insomma, difficilmente strizzeranno l'occhio a prodotti che nascono con una filosofia operativa (e di ecosistema) diversa, orientata a soddisfare esigenze applicative che rimangono differenti per quanto molto più simili rispetto al passato. Da qui la sensazione, condivisa da molti, che la vera partita i nuovi Surface se la giocheranno con i portatili e i convertibili top di gamma che girano con Windows. Qualche nome? Gli Hp Spectre X2, per esempio, potenti “2-in-1” di fascia business (costano dai 1.600 euro in su) che puntano su attributi hardware e materiali di elevato profilo (il display da 12,3 pollici da 3.000 x 2.000 pixel di risoluzione e la scocca in alluminio) e chicche come l'audio targato Bang & Olufsen. Oppure il ThinkPad X1 Yoga di Lenovo, unico nel dotarsi di uno schermo touch a tecnologia Oled da 14 pollici (ma costa non meno di 1.800 euro). C'è molta curiosità, inoltre, per i primi notebook di Huawei a vedere il mercato italiano, i Matebook Book X, anch'essi molto votati all'esaltazione della portabilità in modo elegante, con il vezzo di uno schermo (da 13 pollici) con cornice esterna ridotta ai minimi termini e di un tasto per il riconoscimento delle impronte digitali con un chip criptato indipendente. I nuovi Surface, sui banchi vendita, saranno insomma in buona compagnia.

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