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Il destino di Destiny è nel Pc (e negli eSport)

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Il destino di Destiny è nel Pc (e negli eSport)

Siamo a Los Angeles all'E3. Ci offrono la possibilità di provare una missione del nuovo Destiny su Pc, Cheffai? Non ci vai? Certo che ci vai, anche perché una delle novità di quella che rappresenta una ripartenza con slancio dello sparatutto di Activision- Bungie è proprio quella di puntare e anche tanto sulla piattaforma Pc. Per il titolo che voleva essere su console quando è partito nel 2014 quello che è stato World of Warcraft su Pc, la scelta del personal appare una naturale evoluzione verso la comunità di giocatori più antica e più hard della nostra generazione. Ovvero coloro che sono nati insieme ai videogame, non hanno rinunciato al gioco su Pc e non disdegnano gli sparatutto. Cioè gli over 40.

Ma passiamo alla prova di Destiny 2 in 4k e 60 Fps. I pc montavano tutti come chip Intel Core i7 Kaby Lake, più 16 Gb di Ram e la GTX 1080Ti di Nvidia, una scheda grafica nata per il gaming in 4K e con 11 Gb di memoria. Un piccolo mostro quindi. Per essere precisi ci siamo esercitati con la missione prologo chiamata Home coming con cui far pratica con la nuova ambientazione e le nuove armi. Le novità introdotte con il nuovo Destiny prevedono una rivoluzione nella narrazione che si spera finalmente più solida e sensata di quella del passato, nel matchmaking rendendo più semplice anche per chi gioca da solo o non appartiene a Gilde partecipare a sezione del gioco più competitive come le Incursioni e le missioni Cala la Notte, e nelle modalità multiplayer competitivo. Proprio quest'ultima è il vero fulcro dell'operazione Destiny 2 perché aprirebbe le porte (da qui la centralità del Pc) a un futuro negli eSport. Due cose sulla trama: non ci saranno salti pindarici o stravolgimenti. La Torre, l'ultimo avamposto dell'umanità, viene assaltata e distrutta dai Cabal. Anche il Viaggiatore è sotto attacco. Toccherà a noi sistemare le cose.

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