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Il cuore di Quora è l’uomo

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Il cuore di Quora è l’uomo

Adam D’Angelo  fondatore di Quora
Adam D’Angelo fondatore di Quora

Chi risponde alle domande degli utenti? È un riflesso condizionato ma pensiamo tutti subito a Google. Chi organizzerà il nostra sapere? Ci mettiamo un po’ di più ma il timore diffuso è che sarà un algoritmo. Un pensiero diverso, anzi alternativo ce l’ha Adam D’Angelo. Da sette anni, da quando l’ha fondata guida Quora, il social delle domande e risposte . Lo incontro a Milano per il lancio appunto di it.quora.com. È magro, dinoccolato, sembra la versione intellettuale di Mark Zuckeberg di cui è amico (è stato Cto di Facebook). «È vero si continua a parlare di intelligenza artificiale e algoritmi come se fossero in grado di organizzazione la conoscenza. Noi a Quora l’usiamo per moderare i commenti ma siamo un luogo dove umani pubblicano domande e umani rispondono. Crediamo che una macchina o un algoritmo non abbia l’accesso alla conoscenza che possiede per propria natura la totalità delle persone». Ecco perché il giovane (33 anni) Ceo non teme neppure un effetto fake news sulla sua piattaforma: «Dietro alle bugie in rete c’è spesso una industria - commenta -. Ci sono interessi e soldi. Questo non vuol dire che noi siamo immuni. Ma noi non paghiamo nessuno per i contenuti. Abbiamo, è vero oltre 200 milioni di utenti attivi ogni mese, ma il nostro spirito è la condivisione e la reputazione. Vogliamo contenuti di alta qualità. Siamo un database della conoscenza. Senza limitazioni di lunghezza. Anche per questo - sottolinea - non rischiamo di essere confusi con altri tipologia di social network o siti di photosharing».

Certo Quora presuppone la comprensione del testo, Nel senso che capire una domanda e rispondere è diverso da postare una foto e mettere mi piace o cuoricino o faccina imbronciata. Questo non vuol dire che Quora sia più intelligente o per persone più intelligenti di Facebok e Instagram. Semmai che intende in modo diverso la trasmissione del sapere. Nel suo approccio è più elitario, e questo nel business è un limite. Ne sa qualcosa il suo amico Mark Zuckerberg, da subito un fan di Quora. Pare che una delle prime domande postate sia stata la ricerca di una startup giusta per il suo social network. Pare che l’acquisizione di Nexstop sia stata una conseguenza di uno dei suggerimenti ricevuti. Come dire, la risposta è stata in qualche modo quella giusta.

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