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Quel necessario cambio di passo

Facebook e notizie

Quel necessario cambio di passo

L'idea che Facebook abbia accettato di dare una mano all'editoria tradizionale introducendo una funzione della piattaforma Instant Articles che consente di far pagare per i contenuti dei giornali è quanto meno da approfondire. In realtà, Facebook si è sempre pensata come una mera azienda tecnologica. Ma si è trovata a dover gestire le conseguenze sociali delle sue scelte tecniche e del suo successo planetario. Tra privacy, cyberbullismo, problemi con l'antitrust e “fake news”, i problemi si sono via via moltiplicati. Alcune scelte tecniche di Facebook - operate per esempio allo scopo di servire gli utenti che hanno bisogno di un filtro contro l'information overload - incentivano l'aggregazione di utenti che si piacciono indipendentemente dalla qualità di quello che hanno da dire. Come conseguenza c'è confusione tra “fake news” e notizie documentate e abbassamento del valore dell'esperienza complessiva di chi passa il tempo su Facebook. Il che, col tempo, diventa anche percepibile per gli utenti.

Facebook vuole limitare questo rischio. Non bastano i correttori di “fake news” pagati da Facebook per limitare il fenomeno. Occorre facilitare “terze parti” che facciano un lavoro di fact-checking e che aumentino la qualità complessiva dell'informazione che circola sul social network. Gli editori tradizionali sono buoni candidati a svolgere questo ruolo. Purché abbiano di che campare. E l'annunciato servizio che Facebook offrirà agli editori che vogliano far pagare l'accesso alle loro notizie può essere letto anche come frutto della nuova attenzione che l'azienda fondata da Mark Zuckerberg sembra voler riservare a questa particolare categoria di clienti.

Il problema è se gli editori dovrebbero gioire di questo nuovo atteggiamento di Facebook o no. In realtà, la maggior parte del problema, gli editori se lo sono creati da soli, non comprendendo internet in tempo e lasciando che piattaforme come Google e Facebook diventassero padrone del traffico in rete. E al di là di qualche soldo che può venir fuori dagli Instant Articles a pagamento su Facebook, un grande recupero strategico degli editori avverrà solo quando, avendo finalmente compreso la rete, ne daranno un'interpretazione tale da valorizzare la qualità del metodo con il quale i loro giornalisti raccolgono e riportano l'informazione. Se tale qualità esiste davvero e se verrà veicolata con tecnologie innovative, adatte alla contemporaneità, anche i lettori ne riconosceranno il valore.

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