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Stampanti 3D, l’innovazione non è finita: arriva il colore a…

ifa 2017

Stampanti 3D, l’innovazione non è finita: arriva il colore a getto d’inchiostro

BERLINO. Solo tre anni fa erano il fenomeno tech più in voga, mediaticamente parlando. La moda del momento era quelli dei maker e le stampanti 3D erano l'icona di un'innovazione in chiave digitale che toccava (sulla carta) tutti, dai designer agli studenti, dalle aziende alle decine di startup che sui siti di crowdfunding cercavano visibilità e finanziamenti per cavalcare l'onda. La stampa tridimensionale non è stata una meteora, sia chiaro. In campo industriale e scientifico le applicazioni della manifattura additiva continuano a crescere e saranno sempre più numerose in futuro, soprattutto nel campo dei progetti legati all'Internet delle Cose.

A non decollare, finora, sono state le macchine per il mondo consumer, i dispositivi destinati al grande pubblico, agli utenti domestici. Costi (nella maggior parte dei casi non propriamente economici), difficoltà di natura tecnica (servono un minimo di competenze informatiche per configurare la stampante nel modo corretto) e mancanza di uno standard universale per i formati (file) di stampa hanno limitato la diffusione di questa “tecnologia” nelle case. Eppure all'ultimo Ces di Las Vegas la rappresentanza di aziende presenti nell'area 3D printing era nutrita e anche il numero di soluzioni all'avanguardia in vetrina non era trascurabile. Più in un'ottica professionale, però, che non squisitamente consumer.

All'Ifa di Berlino di macchine 3D se ne sono viste poche, pochissime. La presenza in fiera di uno specialista come XYZprinting, società taiwanese nata nel 2013 come succursale di New Kinpo Group, ha dato un po' di lustro al settore portando in dote una novità sulla carta molto interessante. Non parliamo tanto della stampante da Vinci Nano (svelata per l'appunto al Ces di inizio gennaio), una soluzione ultra-compatta ed economica da meno di 260 euro e pensata espressamente per i principianti. La vera novità si chiama da Vinci Color, la prima stampante 3D “full color” a combinare tecnologia a getto di inchiostro e stampa in tre dimensioni con il sistema della fabbricazione a fusione di filamento.

Il prodotto, hanno confermato in sede di annuncio i portavoce dell'azienda taiwanese, arriva sul mercato dopo tre anni di intenso lavoro di ricerca e sviluppo. La convinzione, di XYZprinting, è che si tratti di un'innovazione in grado di diventare presto un nuovo punto di riferimento nel mondo della stampa 3D. Di sicuro la da Vinci Color apre una nuova frontiera della manifattura additiva in virtù di una sua peculiarità esclusiva. Quale? Poter mescolare le gocce dei quattro inchiostri base per colorare il filamento in acido polilattico e garantire di conseguenza una varietà di colori estremamente vasta (le cartucce “ciano-magenta-giallo e nero” consentono di scegliere tra più di 16 milioni di variazioni cromatiche) su tutti gli oggetti (con ingombro massimo di 20x20x15 centimetri) stampati, da accessori e suppellettili per la casa ai giocattoli a particolari pezzi di ricambio. In sostanza il filamento utilizzato è neutro, cioè bianco, e viene colorato a getto immediatamente dopo la posa e la fusione, mentre fino a oggi le stampanti 3D a colori hanno utilizzato un filamento per ogni colore, con tutte le problematiche del caso quanto a complessità del processo, costi e limiti della creatività in sede di progettazione dell'oggetto al computer.

Rappresenta per davvero una rivoluzione della stampa 3D per il grande pubblico? Visto il prezzo di listino, 3.600 euro (e una singola cartuccia si compra separatamente a 65 euro), va da sé che la nuova nata interesserà solamente maker, professionisti e appassionati del genere con elevate disponibilità di portafoglio. Resta il fatto che un altro passo avanti a livello tecnologico è stato compiuto. La strada intrapresa da XYZprinting potrebbe essere seguita da altri produttori, rendendo più di massa l'idea di poter creare oggetti anche molto complessi senza limitazione alcuna sul numero di colori da utilizzare. Per un giorno almeno, all'Ifa di Berlino, le luci della ribalta sono tornate sulla stampa 3D, riportando in alto le aspettative per questa tecnologia. Costi e standard permettendo.

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