Tecnologia

Intelligenza artificiale, i lavori che serviranno alle imprese

OCCUPAZIONE E TECNOLOGIE

Intelligenza artificiale, i lavori che serviranno alle imprese

(Agf Creative)
(Agf Creative)

L'intelligenza artificiale distruggerà l'occupazione? L'83% degli imprenditori dice di no. Ma la quota sale anche al 94% nel caso dell’Italia, il paese che registra il maggior numero di posti «creati» dall'artificial intelligence insieme alla Spagna. A sostenerlo è Capgemini, una multinazionale francese della consulenza informatica, in un report sulle prospettive di crescita produttiva e occupazionale favorite dall'implementazione di tecnologie Ia («Turning Ai into concrete value», trasformare l'intelligenza artificiale in un valore concreto). La società ha intervistato un campione di 993 manager che hanno già adottato soluzioni del settore nelle proprie imprese, con un focus sulla questione più ostica: il lavoro e i rischi di automazione di professionalità svolte, per ora, solo da dipendenti. Oltre 8 executive su 10 sostengono che l'intelligenza artificiale genererà nuovi posti di lavoro, con una prevalenza di ruoli dirigenziali: il 41% dei nuovi lavori sarà riservata a manager, il 19% a direttori, il 18% a coordinatori, il 15% a dipendenti generici e il 7% alla cosiddetta «C-suite», il livello di Ceo e top manager.

Italiani in testa per la formazione dei “nuovi professionisti” AI
Su questo sfondo, l'analisi di Capgemini elegge l'Italia come uno dei paesi più attivi (o meno pessimisti) in materia. Oltre 9 imprenditori su 10 prevedono la creazione di nuovi posti di lavoro, nell'89% dei casi in posizioni manageriali. La sorpresa arriva, almeno secondo il sondaggio, dagli investimenti in formazione dei dipendenti minacciati dalle nuove soluzioni tecnologiche: l'88% degli imprenditori interpellati dice di aver avviato corsi di aggiornamento e misure proattive, una media che supera i progetti di “reskilling” avviati dagli imprenditori esteri (71%). Il secondo valore più alto in assoluto, dietro solo al 92% dell'India. Dove si genereranno le nuove posizioni? Capgemini non fornisce dettagli specifici, ma le assunzioni potrebbero concentrarsi sui settori più toccati dall’implementazione di tecnologie del settore: finanza (21%), assistenza ai clienti (20%), vendite e marketing (19%), It (17%), gestione della catena di distribuzione (16%) e risorse umane (7%).

Italiani ottimisti sull’intelligenza artificiale. Ma 7 su 10 temono che i robot «ruberanno il lavoro»

L’ottismo dei manager sembra condiviso anche dai consumatori, a quanto evidenzia il Rapporto Coop pubblicato oggi. Gli italiani sono il primo paese europeo per interesse sull’intelligenza artificiale, con una quota del 61% che considera «positiva» l’introduzione di tecnologie del settore contro il 57% della Germania e il 55% della Francia. I nostri connazionali sono anche meno spaventati della media Ue dall’ipotesi di essere rimpiazzati da automi sul luogo di lavoro. Ma la paura resta: il 70% teme che le macchine «ruberanno l’occupazione», mentre la sostituzione uomo-robot è vista in maniera più o meno positiva a seconda di ruolo e posizione ricoperta in azienda (dal 70% degli operai all’87% dei manager).

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