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Hack.Developers: al via l’hackathon per modernizzare la Pa

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Hack.Developers: al via l’hackathon per modernizzare la Pa

Ripensare la Pubblica Amministrazione partendo dal digitale e lavorando sul codice di programmazione. E tutto ciò grazie ad una chiamata agli sviluppatori di software che travalica persino i confini nazionali, approdando anche in Silicon Valley.
È stato presentato a Milano Hack.Developers, il più grande hackathon dedicato alla Pubblica Amministrazione. Un progetto che vedrà coinvolti centinaia di sviluppatori – si stima oltre 800 e una ottantina di community tech, però potrebbero esserne di più – distribuiti in 25 città italiane e in una sede estera a San Francisco. Saranno tutti impegnati sabato 7 e domenica 8 ottobre per sviluppare soluzioni innovative per una amministrazione pubblica che prova a digitalizzarsi.
Lo scopo della sfida è riunire per quarantotto ore e in tutta Italia centinaia di sviluppatori software, ingegneri informatici, esperti di sicurezza informatica e studenti universitari per rispondere alle necessità del processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione italiana.
Così gli sviluppatori saranno coinvolti sui principali progetti ospitati sulla piattaforma Developers Italia, la community presentata dal Team per la Trasformazione Digitale e realizzata in collaborazione con Agid, Agenzia per l'Italia Digitale. Il progetto è promosso insieme a Codemotion e con il supporto di Microsoft, IBM, Cisco, Oracle, Red Hat, Intesa Sanpaolo, TIM e DXC.
AAA sviluppatori cercansi
“Cambia la PA, riavvia il sistema operativo del Paese”: questo è lo slogan scelto per l'iniziativa, che verrà illustrata in queste settimane in vari incontri di presentazione in giro per l'Italia. Alla prima tappa milanese di ieri sera seguirà quella di Napoli il prossimo 12 settembre. E poi ancora Torino il 14, Firenze il 15, Bari il 18 la chiusura a Roma il 19 settembre. Così la Pubblica Amministrazione si apre agli sviluppatori. Un coinvolgimento per fare rete su idee e competenze per cambiare, partendo dalle potenzialità offerte dal digitale.
Le sfide saranno strettamente legate ai progetti e alle tecnologie su cui si sta concentrando il lavoro del team digitale. Con diversi gradi di difficoltà. Si va dalla risoluzione di un piccolo bug grafico in un portale pubblico alla creazione di complesse funzionalità già previste nella roadmap dei singoli progetti, fino alla prototipizzazione di nuove componenti da creare da zero. Il codice che sarà realizzato durante l'hackathon dovrà essere rilasciato con licenza open source, in modo che sia disponibile a tutta la comunità.
Gli sviluppatori lavoreranno sul sistema pubblico di identità digitale, sull'anagrafe nazionale della popolazione residente, sul data analitycs framework e su molto altro ancora. «Ciò che verrà realizzato aiuterà la PA ad integrare in modo più efficiente le tecnologie necessarie alla digitalizzazione dell'Italia Insieme proveremo a riavviare il sistema operativo del Paese», racconta Giovanni Bajo, 38enne fiorentino e responsabile delle relazioni con gli sviluppatori nel Team per la Trasformazione Digitale.
Dagli sviluppatori attesi agli hosts, ovvero coloro che hanno messo a disposizione le strutture che ospiteranno l'hackathon. «La quantità di candidature ricevute per ospitare l'iniziativa da parte delle community locali è stata ben superiore alle attese degli organizzatori. Quindi sono confermate un totale di 26 sedi, di cui una estera», precisa Mara Marzocchi, co-founder di Codemotion. L'evento si terrà in 16 regioni italiane. Le 5 sedi dirette per l'evento saranno Roma, Milano, Torino, Firenze e Bari. Le altre città nelle quali le community di sviluppatori software si riuniranno in questi due giorni di codice ad ottobre saranno Ancona, Biella, Cagliari, Camerino, Campobasso, Catania, Cosenza, Genova, L'Aquila, Lecce, Napoli, Padova, Palermo, Pisa, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Trapani, Trento, Venezia. E poi c'è San Francisco, che ospiterà altri sviluppatori italiani oggi impegnati Oltreoceano. Sul sito hack.developers.italia.it già da ora è possibile registrarsi.
Dal servizio al processo digitale per ripensare la PA
«Il Comune di Milano ha un grande bisogno di contributi nel fare coding e ci aspettiamo molto da questa iniziativa»: così ha esordito nella presentazione milanese Roberta Cocco, assessore alla trasformazione digitale del Comune di Milano. «In questo primo anno di lavoro abbiamo creato l'anagrafe digitale per il cittadino, ma siamo partiti già in modo avanzato, grazie a quanto già realizzato dalle precedenti amministrazioni».
Per Cocco oggi l'elemento cardine è l'interoperabilità dei sistemi. «Esistono 284 database che non si parlano, dobbiamo scardinare questo sistema e tutto ciò non è affatto facile. Domani (oggi, ndr) lanciamo PagoPA: invieremo oltre 950mila bollettini con cui pagare la TARI per via telematica. Dobbiamo però fare passi in avanti nel processo di digitalizzazione. Non basta lavorare sui singoli servizi, è nel processo di insieme che si coglie il vero valore della tecnologia», conclude Cocco.

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