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L'iPhone X da 1189 euro punta sul riconoscimento del volto, anche per i…

L'EVENTO APPLE

L'iPhone X da 1189 euro punta sul riconoscimento del volto, anche per i pagamenti

CUPERTINO - Come previsto è l'iPhone X la novità più importante: parte da 999 dollari, 1189 euro fino a 1359 in Europa, ed è in vendita dal 3 novembre. Si pronuncia “ten” e così celebra i 10 anni dal primo iPhone lanciato da Steve Jobs. A Wall Street il titolo viaggiava in rialzo, poi ha chiuso in lieve calo come spesso accade il giorno del lancio dopo settimane di indiscrezioni. Ieri in Europa sono salite le azioni di alcuni fornitori di componenti tra cui l'italo-francese StMicroelctronics, che monta alcuni sensori su iPhone.

L'evento che si tiene per la prima volta nello Steve Jobs Theater, a due passi dal mega campus a forma circolare apre con molti riferimenti alla memoria di Jobs. È un momento simbolico che vuole sottolineare l'eredità del cofondatore dell'azienda, ma la Apple che viene rappresentata dai prodotti è quella di Tim Cook, che guarda “ai prossimi 10 anni” come dice il ceo presentando iPhoneX.
Oltre al X, arrivano iPhone 8 e 8 Plus, una nuova Apple tv 4k con supporto Hdr e un Apple Watch (serie 3) con rete cellulare autonoma, che però in questa versione non arriva, per ora, in Italia.

Le novità sono molte. Sul fronte iPhone c'è l'enfasi sulla realtà aumentata e sul machine learning, con l'unione tra hardware (il nuovo chip A11) e software ARkit, con cui gli sviluppatori stanno introducendo nuovi utilizzi della realtà aumentata. Ad esempio si può vedere una partita di baseball e avere delle cartoline digitali che ti aiutano a riconoscere i giocatori e avere informazioni. Ci sono poi le fotocamere frontali dell'iPhone X che consentono di avere il riconoscimento del volto per sbloccare il telefono. Secondo Apple è un sistema più sicuro dell'impronta digitale, il cui sensore di riconoscimento non trova più spazio su iPhone X, visto che sfrutta tutto il frontale come display (tecnologia Oled, in sostituzione al precedente lcd).

Diversi modelli Android integrano il riconoscimento facciale ma fino a oggi l'esperienza non è stata esaltante. Apple ha acquisito una startup israeliana che sia chiama RealFace specializzata in questa tecnologia. Che diventa sostitutiva dell'impronta digitale anche per Apple Pay: con iPhoneX il sistema di autenticazione per i pagamenti con il cellulare è il riconoscimento del nostro volto. Che funziona solo se abbiamo gli occhi aperti e non può essere ingannato da foto o maschere. I dati non finiscono sul cloud ma solo sul dispositivo e sono protetti. Face ID può essere usato da altre applicazioni, ad esempio Snapchat, e apre nuovi scenari.

Apple era attesa con un prodotto innovativo, visto che le vendite di iPhone avevano avuto un primo rallentamento l'anno scorso, con un calo del fatturato che aveva generato qualche allarme mitigato dalle ultime trimestrali dove si è visto che iPhone ha tenuto, rappresentando sempre oltre il 60% del giro d'affari ma con una crescita rilevante dei servizi (app store, iCloud, Apple Pay eccetera), i cui ricavi nell'ultimo trimestre sono balzati a 7,3 miliardi di dollari, in aumento del 22% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. E qui dalla realtà aumentata, se piacerà ai consumatori, potrebbero arrivare altri introiti. Detto questo iPhone e i prodotti sono decisivi per Apple. Se i servizi crescono è che perché il legame profondo tra prodotto e tutto l'ecosistema che l'azienda di Cupertino offre all'utente, a pagamento e spesso in abbonamento, continua a dare risultati.

C'è poi la categoria “altri prodotti” che negli ultimi trimestri ha dato buoni risultati, e copre il calo di iPad e l'uscita di iPod. Qui dentro c'è Apple Watch: ieri sera Cook ha detto che le vendite sono cresciute del 50% anno su anno e che oggi Apple Watch è l'orologio più venduto al mondo, mentre un anno fa era seconda dopo Rolex. Non è però chiaro se si riferisse a volumi o fatturato, e quale fosse la fonte.

Con iPhone X Apple sposta ancora in alto l'asticella del prezzo, anche se già fino a ieri un iPhone 7 Plus costava circa 1200 euro. A Cupertino serve per tenere i margini elevati, i più elevati del mercato, intorno al 46%, visto che in particolare l'introduzione degli schermi Oled, comprati da Samsung, hanno un prezzo elevato. Secondo gli analisti di Creative Strategies e SurveyMonkey non ci sarà un impatto negativo sull'utente affezionato negli Stati Uniti, anche perché spesso si paga un abbonamento flat dove la differenza è diluita mese su mese. Più difficile invece in Cina, dove però Apple ha bisogno di crescere visto che è al quinto posto dopo Huawei, Oppo, Vivo e Xiaomi. Le vendite nella regione valgono il 18% del totale, secondo mercato dopo gli Usa, e nell'ultimo trimestre sono calate del 10%.

Secondo Kensho - una piattaforma basata sui Big Data che fornisce informazioni di carattere finanziario - con gli undici precedenti annunci di iPhone, le azioni di Apple sono cresciute in media del 27% nel periodo che va da due settimane prima dell'annuncio a sei mesi dopo. Per questo gli analisti cercano di capire se l'obiettivo dei mille miliardi di dollari di capitalizzazione sia a portata. Affinché ciò avvenga, le azioni dovranno raggiungere i 193-194 dollari. La risposta la daranno le vendite dei nuovi prodotti, iPhone in testa.

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