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La ringanxiety, le bufale e l'app che costringe i figli a rispondere al…

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La ringanxiety, le bufale e l'app che costringe i figli a rispondere al telefono


Ci sono delle parole che ci qualificano. Non personalmente ma come generazione. Ringanxiety è una di queste. Il termine nasce dell'unione delle due parole inglesi “ring” e “anxiety” e quindi rispettivamente suono/squillo e ansia. In pratica vorrebbe identificare quelli che hanno la sensazione di avvertire il proprio cellulare che suona. Che lo sentono squillare anche quando è spento. Quelli che al posto di sentire le voci come i matti sentono le suonerie.
Daniel Kruger e Kaikob Djerf, sono due ricercatori dell'Università del Michigan che hanno cercato delle prove per l'esistenza della patologia Ringanxiety. Chiaramente non le hanno trovate ma sono riusciti comunque a pubblicare un articolo scientifico su una rivista che si chiama Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking, un titolo perfetto per ospitare il loro studio secondo cui ben l'80% del campione ha ammesso di aver sofferto di Ringanxiety, cioè di essersi interrotta dal fare quello che stava facendo per la convinzione di avere sentito il proprio telefonino suonare.

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