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Le aziende possono vivere di soli open data?

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Le aziende possono vivere di soli open data?

Utilizzare gli open data per realizzare prodotti e servizi. Cresce anche in Italia il settore delle aziende che fanno business grazie ai dati messi a disposizione dalla pubblica amministrazione. E ora un censimento prova a raccontare questa realtà.

Si tratta di Opendata200, progetto curato da GovLab, centro di ricerca della New York University, e dalla Fondazione Bruno Kessler, istituto con sede a Trento. Un'iniziativa che ricalca Opendata500, analogo e più corposo censimento dedicato alle aziende americane che lavorano con i dati aperti. Attività che pone da subito un quesito: se si tratta di informazioni liberamente accessibili da parte di chiunque, come si può guadagnare? «Attraverso la rielaborazione di questi dati e l'aggregazione con altri, anche privati», spiega Francesca De Chiara, la ricercatrice che ha realizzato l'indagine, «non è detto che gli open data debbano essere la risorsa unica». Ma rappresentano comunque la base di partenza. «Abbiamo casi di startup che senza gli open data non sarebbero potute nascere».

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