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Il commissario Ue alla Ricerca: «L’innovazione è…

intervista a CARLOS moedas

Il commissario Ue alla Ricerca: «L’innovazione è competitività»

«Ricerca e innovazione hanno un ruolo decisivo nel rafforzamento della competitività dell’industria europea di fronte alle sfide dell’era digitale: non ha senso affrontarle singolarmente, a livello nazionale». Carlos Moedas si schiera a favore di una politica comune in fatto di ricerca e innovazione: in occasione del G7 Scienza il commissario europeo a Ricerca e innovazione ha risposto per mail alle domande del Sole 24 Ore.

Nella nuova visione del presidente Juncker i provvedimenti a sostegno di ricerca e innovazione si basano sullo sviluppo di politiche comuni piuttosto che sugli interessi dei singoli stati?

«Non ci sono dubbi in proposito. Tutti ormai riconoscono che l’Europa può competere a livello globale soltanto sulla base della conoscenza e delle idee. Esiste un rapporto chiaro e comprovato tra gli investimenti in ricerca e innovazione e la competitività, la crescita e la creazione di posti di lavoro: tra il 1995 e il 2007 l’innovazione ha rappresentato il 62% della crescita in Europa. Per questo motivo è fondamentale che continui a investire in ricerca e innovazione, ma a tutti i livelli: regionale, nazionale e comunitario. La debolezza del sistema europeo va ricercata nella frammentazione dei programmi, che rendono difficile raggiungere scala e dimensioni necessarie».

Le politiche di consolidamento fiscale possono frenare la crescita in Europa. Cosa pensa dei fondi pubblici a ricerca e innovazione al di fuori del Patto di stabilità?

«Ricerca e innovazione sono i driver fondamentali della crescita, della creazione di posti di lavoro e dell’aumento del benessere. Per questo la Commissione Ue fin dall’inizio della crisi è intervenuta per garantire finanze pubbliche sane, e nel contempo ha continuato a investire in aree a sostegno della crescita, come ricerca, innovazione e istruzione. La Commissione Juncker è impegnata a dare un forte impulso agli investimenti privati e questa è la priorità assoluta del suo Piano di investimento per l’Europa che ha già investito 46,5 miliardi di euro e dovrebbe portare a investimenti complessivi di 236 miliardi, di cui un quinto circa a sostegno di ricerca e innovazione.

Un caposaldo fondamentale del Piano è la rimozione delle barriere normative. Gli stati sono stati sollecitati a ridurre gli ostacoli agli investimenti in asset intangibili, che aumentano la capacità delle aziende di assorbire l’innovazione. Politiche pubbliche in grado di migliorare la qualità della ricerca, dare impulso all’interazione tra la ricerca pubblica di base e le imprese e attuare gli incentivi necessari per innovare, sono tutti fattori di cruciale importanza per attirare investimenti di qualità in Europa. Oltre a ciò, però, l’Europa ha bisogno di più strumenti finanziari pubblici che riducano il rischio degli investimenti privati in progetti importanti ma ad alto rischio. Per questo stiamo dando vita a un Fondo di fondi di venture capital che sia più attraente per i grandi investitori istituzionali europei. Oltre a questo l’Europa dovrà saper cogliere le opportunità che la digitalizzazione e altre tecnologie innovative stanno offrendo. È per questo che creeremo un Consiglio europeo per l’innovazione (Eic), per cogliere e valorizzare le idee degli innovatori europei e integrare Horizon 2020».

Aziende, centri di ricerca ed enti pubblici non sempre comprendono come sfruttare nel modo migliore i risultati di ricerca e open innovation.

«Prima di tutto, dobbiamo migliorare i presupposti con i quali innovare in Europa, garantendo che le regolamentazioni e i nostri sistemi di istruzione siano a supporto dell'innovazione. Po, a partire da ciò che Horizon 2020 fa bene, dobbiamo dare un sostegno più consistente ai singoli innovatori. Infine dobbiamo coinvolgere un pubblico sempre più ampio nel nostro progetto e nelle nostre attività legate all’innovazione, e potremmo farlo istituendo “missioni R&I” che siano in grado di ispirare e avere un forte impatto. Per perseguire questi obiettivi, la ricerca e l’innovazione dovrebbero diventare priorità assolute nei budget dell'Ue e in quelli nazionali».

(Traduzione di Anna Bissanti)

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