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Musk: su Marte entro il 2022 e da San Francisco a Shanghai in 39 minuti

Il futuro visto da un visionario

Musk: su Marte entro il 2022 e da San Francisco a Shanghai in 39 minuti

La base marziana di Musk
La base marziana di Musk

Elon Musk ce l'ha fatta un'altra volta a stupire sia il pubblico che legge i giornali e guarda la tv che la qualificata e smaliziata platea del convegno mondiale Iaf ad Adelaide, Australia, che riunisce tutte le Agenzie e industrie del settore spazio 4000 persone cui non è facile raccontare barzellette. Entro il 2022 -non è un errore di stampa come ha detto Musk durante la sua presentazione- ci porterà su Marte delle macchine, lo studierà e i suoi robot costruiranno un villaggio marziano per ospitare una decina di astronauti che popoleranno la cittadina marziana nel frattempo finita e inaugurata. Non è poco, ma c'è dell'altro che ci interessa parecchio. Per i lunghi viaggi intercontinentali, esempio da San Francisco a Shanghai, finiamola di usare quelle cose strane, lente e goffe che sono gli aerei, in 39 minuti, neanche il tempo di schiacciare un pisolino in business, con il suo nuovo razzo, il Bfr, ci arriveremo freschi e riposati.

Bfr, il razzo che ci portera su Marte

Visionario ma non troppo
Chiunque avesse pensato di dire cose di questo genere davanti a una platea di ingegneri spaziali, responsabili di agenzie come Nasa e Roscosmos e via discorrendo sarebbe stato preso a pomodori in faccia, ma non Musk.
Degno erede dei grandi padri dell'astronautica, come Von Braun che ci portò sulla Luna, o di grandi visionari come Tesla, al cui nome Musk ha voluto non a caso dedicare la sua fabbrica di macchine elettriche che ha rivoluzionato il mercato dandogli quella spinta che mancava da anni, l'imprenditore è molto rispettato anche quando butta l'immaginazione oltre lo steccato ferocemente crudele della realtà. E in effetti in una decina di anni ha sostituito la Nasa nei viaggi di rifornimento verso la Stazione spaziale internazionale, Iss, e ora si appresta a liberare gli Usa dall'uso dei razzi sovietici, 50 milioni di dollari a viaggio, per portare uomini e donne sulla Stazione stessa.

Di portare uomini sul Pianeta rosso Musk aveva parlato anche allo stesso congresso, biennale, nel 2016, ma oggi ha dato, secondo tutti gli specialisti, un'idea molto più precisa, soprattutto in termini di risorse disponibili che, per quanto il mago di Tesla sia bravo ad economizzare in sicurezza, sono comunque importanti.

Il Grande F... Razzo
106 metri di altezza per 9 di larghezza, il nuovo razzo Bfr, Big Fucking Rocket -nome decisamente goliardico per un'impresa che sarà epocale- sarà l'unico razzo di Spacex, buono per tutto: per Marte, per portare provviste e persone sulla Stazione spaziale internazionale e per portare pochi ma iper-frettolosi uomini d'affari prima su verso il cielo e poi giù verso la loro destinazione sulla Terra. Nessun training necessario e in 1 ora, anche questo non è un errore di stampa, si andrà da qualunque posto sulla Terra a qualunque altro, e scusate se è poco.

La chiave del successo Musk la vede nella possibilità di riutilizzare I razzi più volte. Il suo Falcon 9, ora in operazione, è in gran parte riusabile, e i test sono positivi tanto che due razzi sono stati riutilizzati, ma Bfr sarà del tutto riutilizzabile. Insomma, dice Musk, oggi come oggi sarebbe come prendere un aereo per fare un viaggio e poi farlo saltare in aria, che senso ha? Certo l'astronautica è in effetti figlia della seconda guerra mondiale e poi della guerra fredda, epoche in cui non si badava a spese pur di vincere; oggi la questione merita un ripensamento concettuale come quello che sta facendo Musk.

Motori marziani
Per il momento si lavora sui motori, i Raptor, nome da dinosauri feroci, motori molto più potenti degli attuali perché Marte è tanto lontano, anche se è il pianeta più vicino a noi: 50 milioni di chilometri quando va bene.
Stiamo sintonizzati, quest'uomo che sente l'urgenza del tempo perché sa che tutti noi ne abbiamo tanto ma comunque limitato, ci cambierà il mondo sotto i piedi.

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