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Industria 4.0 fra opportunità e rischi. La sicurezza prima di tutto

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Industria 4.0 fra opportunità e rischi. La sicurezza prima di tutto

L'industria 4.0 avvicina la gestione aziendale e il manufacturing. E sempre più spesso, questa correlazione, innesta una condivisione dei rischi informatici su più livelli. Un'eventualità alla quale le imprese (piccole e medie, ma a volte anche grandi) non sono pronte. Il rischio che il lato buio della digitalizzazione possa produrre disastri è quanto mai concreto.
Se ne è parlato durante la prima tappa del road show “Cyber Security. L'evoluzione della sicurezza nell'ecosistema 4.0”, tenutasi presso l'Auditorium Gio Ponti di Assolombarda. L'evento, promosso da Nòva 24 in collaborazione con il Cini e Assolombarda, è stato l'occasione per approfondire il tema della sicurezza informatica attraverso un confronto tra università ed istituzioni, mondo delle aziende e associazioni di categoria.
«Solo in Europa, nel 2016, si sono verificati più di 4mila attacchi informatici al giorno e anche in Italia il fenomeno ha fatto registrare conseguenze sempre più pesanti a danno delle imprese. Basti pensare sono necessari circa 50 giorni per rimediare a eventuali violazioni cyber», ha spiegato Alessandro Spada, vicepresidente di Assolombarda, in apertura dei lavori.
«Con la diffusione del digitale – ha aggiunto Spada - il rischio cyber avrà un impatto sempre più rilevante a livello mondiale. Già oggi l'80% delle aziende europee sembra aver subito almeno un attacco informatico. E se è vero che la sensibilità al tema da parte delle imprese e del Governo è crescente, penso per esempio agli investimenti in cyber security che l'anno scorso hanno raggiunto quota 1.224 milioni di euro, resta ancora molto da fare».
Di sicurezza in ambito smart ha parlato Pierangela Samarati, del Dipartimento di Informatica dell'Università degli Studi di Milano, sottolineando come il cittadino sia il primo protagonista della protezione dei suoi dati: «I dati – ha detto - sono la risorsa più preziosa. Ma vanno protetti a diversi livelli. La crittografia è una risposta, ma non a tutti i problemi. Se penso che il problema non ci sia, allora il problema sono io». Ernesto Damiani, di Etisalat British Telecom Innovation Center (Ebtic) di Abu Dhabi, si è invece focalizzato sui temi di assurance, monitoraggio e certificazioni di sicurezza legati ai sistemi di produzione.
Significativa l'esperienza portata da Tim, incentrata sulla sicurezza dei servizi di cloud computing. Andrea Costa, responsabile Infrastructure Solutions – Business & Top clients di Tim, ha ricordato la protezione (vincente) di Expo, primo vero evento gestito in cloud. Per Costa «la sempre maggiore diffusione di attacchi informatici che hanno l'obiettivo di interrompere il business e compromettere l'accesso e l'utilizzabilità dei dati aziendali rende necessaria una strategia basata sulla mitigazione preventiva dei rischi e sulla capacità di reazione agli attacchi. Tim, tra le aziende leader nella gestione della sicurezza Ict mette a disposizione il know how acquisito sia in grandi progetti sia affiancando aziende medie e piccole, quale partner di riferimento per affrontare la sfida della digitalizzazione».
Di cyber sicurezza e utilizzo dell'intelligenza artificiale ha parlato Francesco Teodonno, Security leader Ibm Italia, che ha snocciolato le potenzialità di Watson (strumento Ibm): «Nella lotta contro il cybercrime – ha detto - gli analisti di sicurezza devono agire in modo sempre più rapido e preciso. Per le imprese diventa quindi fondamentale avvalersi di tecnologie, soluzioni e competenze d'avanguardia. Ibm, con la tecnologia Watson for Cyber Security ha introdotto funzionalità cognitive che permettono di analizzare report di ricerca, testi web e altri dati non strutturati rilevanti e in precedenza inaccessibili anche ai più moderni strumenti per la sicurezza. Grazie a questa tecnologia di intelligenza aumentata, gli esperti di cybersecurity hanno oggi la possibilità di potenziare l'efficacia dei loro interventi, rendendo più rapida l'individuazione di connessioni tra dati, minacce emergenti e strategie correttive».
Internet of Thing nel contesto industriale, invece, al centro dell'intervento di Stefano Zanero, del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano. Zanero ha parlato dei possibili dei pericoli per i sistemi di controllo industriale, ma anche delle incognite relative ai robot collaborativi.
L'evento è servito per sottolineare un concetto: l'Industria 4.0 rende necessaria un'analisi dell'affidabilità dei sistemi aziendali e una maggiore diffusione della cultura della sicurezza informatica tra le imprese. «Con l'obiettivo di sensibilizzare le imprese sul tema della sicurezza informatica e favorire il dialogo con le istituzioni – ha detto Alvise Biffi, coordinatore dell'Advisory Board Cyber Security di Assolombarda - Assolombarda ha da tempo avviato una collaborazione con la Polizia Postale. E per aiutare le aziende a identificare il rischio cyber, ha costituito uno specifico Advisory Board sulla Cyber Security. Recentemente inoltre ha lanciato un toolkit ‘Cyber Security Check', disponibile online e aperto a tutte le imprese, che consente di ottenere un quadro sul livello di rischio della propria azienda individuando gli aspetti strategici per mettere in sicurezza i propri sistemi. Infine, sulla base della forte esperienza acquisita, sta lavorando alla realizzazione di un Help Desk dedicato, che consentirà di gestire le minacce cyber, sia in ottica preventiva sia in termini di rapidità della risposta».

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