Tecnologia

Moneyfarm scommette sull'intelligenza artificiale: acquisita…

startup

Moneyfarm scommette sull'intelligenza artificiale: acquisita l'inglese Ernest

  • –di

Sfruttare le capacità degli algoritmi per fare un ulteriore passo avanti nella messa a punto di un “personal investor” capace di seguire tutto il percorso di investimento del cliente e di coprire l'intero ciclo di vita del denaro. Si motiva così l'acquisizione di Ernest ad opera di Moneyfarm, che integrerà nella propria piattaforma le tecnologie di elaborazione delle lingue naturali e di apprendimento automatico del personal banker britannico.
Ernest è un progetto partito a Londra nel 2016 per iniziativa di tre sviluppatori italiani (Cristoforo Mione, Lorenzo Sicilia e Niall Bellabarba) e si tratta tecnicamente di un “financial wellness coach”, un consulente finanziario personale, un chatbot, in grado di operare direttamente sul conto bancario. Elaborando i dati ricavati dalle transazioni bancarie dell'utente, il sistema è in grado di fornire, interagendo attraverso Facebook Messenger per rispondere alle domande e inviare notifiche, statistiche e consigli personalizzati per una migliore e più efficiente gestione delle finanze personali.
Il punto di forza del chatbot, si legge ancora nella nota diffusa da Moneyfarm, è quello di poter integrare i diversi conti di una persona per offrire una panoramica unica di tutte le fonti di reddito e di spesa della stessa, attraverso semplici report personalizzati. Da qui l'idea di massimizzare le capacità dell'intelligenza artificiale, e quindi avanzate capacità di imparare e interagire con le abitudini finanziarie quotidiane del cliente, per migliorare la profilazione del cliente stesso e la gestione su misura dei risparmi e degli investimenti. “Grazie all'integrazione della tecnologia Ernest nella nostra offerta di prodotti – ha detto a margine dell'annuncio Giovanni Daprà, co-fondatore e Ceo di Moneyfarm - saremo in grado di assistere in modo sempre più personalizzato il ciclo di vita completo dei risparmi del singolo utente, dal primo stipendio fino al pensionamento”.
L'operazione, di cui non sono stati resi noti gli estremi, spiegano ancora i portavoce della fintech italiana che annovera fra i propri soci Cabot Square Capital, United Ventures e il gruppo Allianz, si inquadra anche nell'ottica dell'approvazione in corso della normativa PSD2, che obbligherà le banche, previa autorizzazione, a rendere accessibili i dati relativi ai conti correnti dei propri clienti a terze parti selezionate da questi.

© Riproduzione riservata