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Torna il festival diffuso sul digitale più grande d’Italia

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Torna il festival diffuso sul digitale più grande d’Italia

Dopo aver raggiunto l’Emilia Romagna nel 2016, quest’anno DIGITALmeet abbraccia dieci regioni e una settantina di location, dal Nord Ovest al Sud passando per il Centro. Un passo avanti per un festival in crescita, partito nel 2013 dal Nordest con 20 incontri e 78 speaker: oggi l’evento si prepara a superare le 11mila presenze registrate l’anno scorso.

Il festival diffuso sul mondo del digitale più grande d’Italia torna per il quinto anno consecutivo con oltre 140 incontri (tutti gratis) e 300 speaker dal 19 al 22 ottobre; un programma ampio, servito da Fondazione Comunica e Talent Garden Padova (con il patrocinio dell’università di Verona e la main partnership di Crédit Agricole FriulAdria) che si estende di fatto dal 17 al 24 ottobre con tanto di antipasti, tempi supplementari e gran finale, tutti all’insegna dell’hashtag #DM17 e di uno slogan collaudato come Scopri, Usa, Crea, Sogna.

L’invito è rivolto a imprese, istituzioni e cittadini, esperti e neofiti; la presenza si intensifica a Verona, città che maneggia il digitale con disinvoltura, e la spinta arriva dal basso, come confermano gli eventi organizzati da molteplici realtà vicine al territorio che hanno sete di giocare un ruolo attivo nella sfida dell’innovazione.

Fra robotica giapponese e ingegno italiano, due sono gli incontri da non perdere. Giovedì 19, a Padova, il guru giapponese della robotica Keiju Matsushima parlerà di “Industria 4.0 e Robotica, più Pil, più posti di lavoro?” con un panel che comprende imprenditori e professori, nell’ambito di un incontro organizzato in collaborazione con Considi. Matsushima, docente alla Hosey University di Tokyo e presidente del Working Group per il sostegno alle Pmi compreso nel consorzio giapponese RRI (Robot Revolution Initiative), esporrà la sua ricetta per coniugare automazione e tutela dell’occupazione senza traumi. Martedì 24 il gran finale con Federico Faggin, il fisico italiano che ha inventato il microprocessore e nel 2010 ha ricevuto la Medaglia d’oro all’Innovazione da Barack Obama: a Padova, Faggin descriverà la storia, l’esperienza e le lezioni di vita imparate nella sua carriera di ricercatore, inventore, ingegnere e imprenditore in Silicon Valley, dove vive dal 1968, illustrando anche la sua recente ricerca sulla natura della consapevolezza.

Tre gli eventi clou in programma, giovedì 19 il polo dell’innovazione 311 Verona ospita un incontro promosso da Infracom sulla Trasformazione digitale dalla cybersecurity all’Industria 4.0, un’occasione per riflettere sulla recente escalation di attacchi informatici. L’innovazione esplora ambiti diversi: Vallevecchia, azienda pilota di Veneto Agricoltura con sede a Caorle (Venezia), lunedì 23 apre le porte per mostrare i processi digitali avviati nella filiera delle colture estensive, della zootecnia e della tutela forestale. Inoltre, con #DM17 va in scena MeetFactory, un format che vuole dare spazio ai luoghi dell’innovazione dove si fa ricerca e si crea il futuro con un occhio di riguardo a manifatturiero, servizi e formazione: dal 19 al 22 aziende, centri di formazione e centri di ricerca apriranno le porte ai visitatori e presenteranno le loro attività con visite guidate, workshop ed eventi esperienziali.

E quest’anno scatta anche la prima edizione di DIGITALmeet Award, contest dedicato a tutti gli innovatori del digitale: in palio c’è un viaggio a Barcellona fra Talent Garden, hub innovativi e startup. Oltre all’aspetto tecnologico, sotto i riflettori finisce quello etico: #DM17 presidierà il labile confine tra giusto e sbagliato, con approcci diversificati per raggiungere il più ampio pubblico possibile. Da una parte sono in programma incontri come quello con il presidente emerito della Camera dei Deputati Luciano Violante, che venerdì 20 a Padova analizza il mutamento delle relazioni sociali nell’era digitale; dall’altra eventi pop come Vivere di Facebook, che nel pomeriggio di sabato 21 porta all’università di Padova le digistar di tre pagine FB da 3,5 milioni di follower come Il Milanese Imbruttito, Casa Surace e Lercio.it, o quello con Daniele Doesn't Matter, youtuber con oltre un milione di follower che subito dopo partecipa all’incontro su come i social cambiano il modo di fare giornali, radio e televisione.

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