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Semiconduttori in forte crescita, pc in discesa. Le memorie spingono le…

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Semiconduttori in forte crescita, pc in discesa. Le memorie spingono le vendite oltre i computer

(Afp)
(Afp)

Il giro d'affari globale dei semiconduttori dovrebbe superare quota 410 miliardi di dollari nel 2017, segnando un incremento del 19,7% rispetto all'anno precedente e la crescita più elevata a partire dal 2010, quando il fatturato di questo comparto registrò un'impennata di circa il 32%. Il dato reso pubblico oggi dalla società di ricerca Gartner riflette dunque la grande dinamicità della domanda di memorie e chip al cospetto di una tendenza che vede le vendite di personal computer in persistente calo da diversi trimestri a questa parte (ne parliamo nel prosieguo dell'articolo). Un dato che ci dice anche come i semiconduttori, per cui si stima un ulteriore salto in avanti del 4% nel 2018, stiano alimentando industrie alternative a quella dei pc, dalle macchine intelligenti ai dispositivi indossabili e via dicendo.
Il Governo cinese investirà 160 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni
Le memorie, come ha sottolineato Jon Erensen, research director in Gartner, continuano a guidare il mercato a valore dei semiconduttori; per il 2017 si prevede possano crescere del 57% in virtù di un aumento dei prezzi legato alla penuria di componenti (il discorso vale soprattutto per le Dram) rispetto alla domanda. Lo shortage di memorie, dicono ancora gli analisti, si sta allargando anche ad altre categorie di semiconduttori, vedi i sensori non ottici e analogici, segno ulteriore della diversificazione che sta interessando l'intero settore.
La Cina, in questo scenario, sta diventando una culla sempre più florida per la produzione di chip, wafer e circuiti integrati (di Tsmc, GlobalFoundries, Powerchip e TowerJazz le principali fabbriche attive nel Paese), anche grazie alle mosse del governo di Pechino, che ha messo in cantiere piani di investimento per oltre 160 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni.
Notebook e desktop ancora in rosso
Se i semiconduttori tirano, le vendite mondiali di personal computer nel terzo trimestre dell'anno sono invece scese a 67 milioni di unità, evidenziando un calo del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2016. Il dato, impietoso ma certo non sorprendente, arriva sempre da Gartner e conferma come il mondo dei pc stia conoscendo una lenta ma irreversibile contrazione, tanto da segnare un consuntivo in negativo da dodici trimestri consecutivi.
Il rosso più evidente arriva dal mercato Usa, in regresso del 10% nell'ultimo trimestre (per un venduto totale di 14,7 milioni di pezzi) a causa di un “back to school” (gli acquisti legati al ritorno a scuola) andato al di sotto delle aspettative. Molto meglio è andata alla regione Emea, il cui calo di domanda si ferma all'1,1% (19 milioni di pc spediti sul mercato) mentre l'Asia Pacifico cede il 2,1% nel raffronto sui dodici mesi, con la Cina a chiudere in rosso del 5%.
Neppure il necessario aggiornamento a Windows 10 sul fronte dei computer aziendali, fanno notare ancora dalla società di ricerca americana, è bastato ad invertire la tendenza. La scarsa reperibilità di componenti (memorie Dram in primis) ha contribuito invece a una lievitazione verso l'alto dei prezzi al consumo dei pc, scoraggiando una parte degli acquisti.
Lenovo cede lo scettro
Nella classifica dei vendor, infine, c'è da segnalare una novità importante in cima alla graduatoria. Nel terzo trimestre, secondo i dati rilevati da Gartner, HP ha riconquistato infatti il gradino più alto del podio ai danni del produttore cinese (con una quota di mercato del 21,8% rispetto al 21,4% della rivale) sfruttando una scia di cinque trimestri consecutivi chiusi in crescita. L'ultimo, nello specifico, è terminato con un incremento dei volumi di spedito del 4,4%.
Lenovo, per contro, sta conoscendo una fase di rallentamento (con vendite in calo negli otto degli ultimi dieci trimestri), “imputabile” secondo gli analisti a una maggiore ricerca della profittabilità a scapito della market share. Sintomatico, in ogni caso, come fra i primi sei produttori di pc al mondo – nell'ordine HP, Lenovo, Dell, Asus, Apple ed Acer – nessuno, fatta eccezione per il colosso di Palo Alto, abbia chiuso il periodo con il segno più alla voce venduto

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