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Da Odyssey all'ARKit di Apple: la realtà aumentata è un…

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Da Odyssey all'ARKit di Apple: la realtà aumentata è un business reale

Microsoft e Samsung hanno siglato un accordo importante che pone al centro dell'attenzione una nuova tecnologia: la Mixed Reality. Si tratta di una fusione fra realtà aumentata e realtà virtuale che consentirà un utilizzo ampio, e a più livelli, della virtualizzazione. Il tutto grazie ad un solo visore. Il device si chiama Hmd Odyssey e sembra tanto una risposta Oculus. Per la casa coreana si tratta di una scommessa. E lo stesso si può dire di Microsoft, che non fa mistero di voler proporre Windows 10 come ecosistema di questa realtà mista. Funzionerà? Lo scopriremo col tempo.

Intanto, però, si è tornati a parlare prepotentemente di realtà aumentata, e cioè di quella tecnologia in grado di aggiungere elementi digitali allo scenario reale. Le mosse di alcuni Big tecnologici (Apple e Amazon su tutti) fanno intuire che la partita non è ancora chiusa.

Ma facciamo un passo indietro. La pioniera è stata Google, che coi suoi Glass ha provato ad aprire un varco che, a giudicare dai risultati, non s'è aperto. Gli occhiali di Big G sembravano destinati a sovvertire il presente, introducendo un nuovo modo di vivere le innovazioni tecnologiche. Invece sono finiti nell'oblio nel giro di qualche mese, destinati a nicchie di business. Troppo complessi per essere consumer. Ed è un po' questo, ancora oggi, il vero limite delle tecnologie di realtà aumentata: la complessità. L'innovazione è concreta, esiste già, e in ambito ingegneristico dà opportunità enormi. Eppure sembra futuribile. Uno dei motivi principali di questa discrasia percettiva è da cercare nell'usabilità dei device. Gli occhiali aumentati non sono di uso comune, sono scomodi, e abituare le masse a nuovi gadget non è mai cosa semplice. Anche Facebook ha brevettato un modello di occhiali con tecnologie di realtà aumentata, ma i progetti in mano agli ingegneri di Menlo Park sono molteplici e non tutti verranno portati a compimento. Intanto, però, la giusta traslazione porta dritti allo smartphone. Quello che ormai è il device principale di ogni essere umano sta diventando anche un oggetto in grado di aumentare le cose. Ed è lecito chiedersi se questa potrà essere la mossa giusta per far vivere alla realtà aumentata una nuova era: quella della maturità e della consumerizzazione.

Apple ci prova con ARKit
Il passo più concreto arriva da Apple. Con iOS 11 e i nuovi iPhone, da Cupertino hanno lanciato la nuova piattaforma chiamata ARKit. Si tratta di un framework che Apple ha messo a disposizione degli sviluppatori di App, e consente l'utilizzo di tecnologie di realtà aumentata. L'intento è quello di creare esperienze AR di alta qualità per iPhone e iPad utilizzando la fotocamera dei device, ma anche i processori e i sensori di movimento integrati. Agli sviluppatori è offerta la possibilità di sfruttare le più recenti tecnologie di computer vision per realizzare contenuti dettagliati da sovrapporre a scene reali per offrire esperienze di gioco interattive, esperienze di shopping più coinvolgenti, esperienze di design industriale e tanto altro.

Una delle prime aziende a raccogliere la sfida di Apple è stata Ikea che ha da poco lanciato Place, una nuova App grazie alla quale è possibile scegliere mobili e accessori del catalogo del colosso svedese e posizionarli nelle stanze delle nostra abitazione. Gli oggetti appaiono in scala reale, con tanto di ombre ed effetti dovuti all'illuminazione dell'ambiente. Un modo abbastanza interessante per valutare come ci starebbe un nuovo divano nel nostro salotto.

Va detto che Apple non è da sola. La risposta di Google, infatti, è stata praticamente immediata, con il lancio della piattaforma ARcore. In sostanza è l'equivalente di ARkit, ma per device Android. Non ci sono differenze sostanziali, e molto dipenderà dal comparto hardware degli smartphone utilizzati.

Il fatto che i due colossi del mondo mobile abbiano deciso di intraprendere la strada della realtà aumentata è un segnale abbastanza chiaro di quanto questa tecnologia possa finalmente diventare consumer. Nel 2016 sono stati venduti 1,5 miliardi di smartphone in tutto il mondo. E qualsiasi stima per l'anno in corso è orientata alla crescita. La realtà aumentata, dunque, avrà l'occasione che merita: il mondo consumer. Ora il futuro è in mano agli sviluppatori.

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