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Digitale e social innovation, sbarca in Italia Nesta

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Digitale e social innovation, sbarca in Italia Nesta

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Debutta stasera al teatro Juvarra di Torino Nesta Italia, la spin-off della charity britannica che negli ultimi 20 anni è diventata leader nell'utilizzo di tecnologie digitali a servizio della social innovation. La Fondazione italiana, presediuta da Geoff Mulgan, ceo di Nesta Uk, è diretta da Marco Zappalorto, 32 anni, con alle spalle sei anni nell'organizzazione britannica ed esperienze come Omnicompete.

Nesta Italia, è costituita come Fondazione grazie al fondo dotazione di 100mila euro della casa madre londinese che sostiene anche lo stipendio del direttore. La partnership con Fondazione Compagnia di San Paolo le assicurerà 400mila euro l'anno per il primo triennio. Il Consiglio presieduto da Mulgan è composto da Helen Goulden, ceo di Young Foundation, Mario Calderini del Politecnico di Milano, Eleonora Rajneri Karageorgevich dell'Università del Piemonte orientale e Marco Demarie di Compagnia di San Paolo. «Nesta è la principale fondazione privata per l'innovazione nel Regno Unito – spiega Simon Morrison, deputy ceo di Nesta UK -: la Brexit, che per noi poteva essere un disastro, è in realtà una grande opportunità per espandere il nostro raggio d'azione a tutta Europa e sperimentare il nostro metodo su nuove sfide».

Nesta Italia è nata dopo uno scouting europeo che ha visto il nostro paese in competizione con la Germania, Spagna e Portogallo. “Compagnia di San Paolo è la prima fondazione sia per l'investimento in ricerca che nel sostegno di progetti sociali – osserva Piero Gastaldo, segretario generale della storica fondazione torinese – e abbiamo visto immediatamente un'ottima sovrapposizione tra la nostra agenda e quella di Nesta Uk. Per noi è anche un'occasione per imparare metodi nuovi di progettazione e finanziamento in aree che sono già al centro della nostra missione. Ci tengo a dire che la nostra non è una partnership esclusiva e spero che Nesta potrà presto lavorare anche con altre organizzazioni”.

Le aree di azione di Nesta Italia per i prossimi 18-24 mesi saranno quattro: istruzione, con una particolare attenzione alle skills necessarie per l'economia digitale dei prossimi anni e un progetto pronto a partire a gennaio con Fondazione per la Scuola; salute e invecchiamento, con l'obiettivo di trovare soluzioni per la sanità, con tecnologie e dati che favoriscano il sostegno reciproco tra pazienti e nuovi approcci per l'assistenza a una popolazione più longeva; arte e patrimonio culturale per sviluppare e sperimentare nuovi modelli imprenditoriali e, non ultima, l'immigrazione, con la ricerca di soluzioni collaborative più efficaci per far fronte a migrazioni. «Questo primo periodo – spiega Zappalorto, che sta selezionando un team di 6-7 persone per lo staff italiano – sarà dedicato alla ricerca per capire quali sono le opportunità e gli attori con i quali collaborare in Italia. Ci concentreremo infatti sui primi tre stadi della metodologia Nesta: ricerca; prototipazione e sperimentazione e quindi sviluppo e test, progettando anche sistemi di supporto che non siano semplicemente in grant”.

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