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Dossier Spot mirati e Messenger: così Facebook può servire alle Pmi

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    Spot mirati e Messenger: così Facebook può servire alle Pmi

    (Ap)
    (Ap)

    Può sembrare un paradosso, ma un colosso come Facebook può risultare utile soprattutto alle piccole imprese. E di piccole imprese è ricco il tessuto produttivo italiano, dove il 95,3% delle Pmi ha un numero inferiore ai 10 addetti. Il 30% non ha nemmeno un sito internet. Ma oggi può farne a meno, a patto però di avere una pagina sul social network di Mark Zuckerberg. Dimenticate il suo aspetto ludico: Facebook è sempre di più una piattaforma di business.

    Secondo il «Future of Business Survey» elaborato da Facebook, Ocse e Banca mondiale, ad oggi 70 milioni di imprese nel mondo utilizzano attivamente una pagina sul social di Zuckerberg. Il dato più interessante, però, è quello delle connessioni: «L’87% degli italiani presenti su Facebook hanno almeno una connessione con una Pmi italiana - spiega Marco Grossi, senior manager di Facebook Italia - , e 143 milioni di persone nel mondo sono connesse con un’azienda in Italia tramite Facebook, quindi possiamo affermare che grazie all’utilizzo di Facebook e Instagram le imprese hanno effettivamente la possibilità di incrementare la propria crescita e lo sviluppo internazionale».

    “Se non sei su Facebook non esisti”, si dice spesso in Rete. Ma esserci non basta: bisogna sfruttarne tutte le potenzialità, almeno per quanto riguarda il business. Per esempio utilizzando gli strumenti che il social di Menlo Park mette a disposizione sul fronte della promozione: Facebook, infatti, permette di realizzare campagne pubblicitarie mirate, grazie alla mole di dati raccolti ogni giorno attraverso le informazioni che i singoli utenti condividono in rete. «L’algoritmo - spiega ancora Grossi - consente di indirizzare una campagna agli utenti che presentano caratteristiche simili a quelli che sono già connessi a quell’impresa o che hanno già fatto acquisti di quel genere». Il meccanismo è semplice: se due utenti hanno alcune cose in comune, è probabile che ne abbiano anche delle altre. E Facebook li aiuta a scoprirlo. Allo stesso tempo, aiuta le piccole imprese a essere conosciute da un pubblico maggiore e quindi a crescere.

    LE IMPRESE E I SOCIAL
    In media le Pmi in Italia utilizzano strumenti online per 4 finalità su 7. Dati in % (Fonte: Future of Business Survay)

    «Come dimostrato da un recente studio sulle Pmi italiane che sono sulla piattaforma - sottolinea Laura Bononcini, head of public policy di Facebook Italia - una Pmi su 3 afferma di aver assunto più persone grazie all’aumento di domanda derivante dalla loro presenza digitale. Il dato è inoltre confermato dal fatto che il 70% delle imprese sostiene di avere aumentato il numero di clienti grazie a un utilizzo strategico di Facebook».

    In due anni raddoppiate le ore passate su Facebook

    Le 11mila piccole e medie imprese italiane che hanno partecipato alla survay dichiarano di utilizzare gli strumenti online per quattro motivi principali: per far pubblicità verso nuovi potenziali nuovi clienti (78%), per mostrare i prodotti e servizi (78%), per dare informazioni (69%) e per comunicare con i propri clienti e fornitori (56%).

    Proprio sulla comunicazione con il cliente si giocherà la prossima partita: «Nei prossimi cinque anni la messaggistica sarà fondamentale perché attraverso i Bot si automatizzeranno sempre di più i customer service», aggiunge Grossi.

    Un’altra novità di rilievo arriva dall’accordo tra Facebook e Paypal siglato pochi giorni fa, che permette agli utenti di pagar con Paypal attraverso Messenger. Il servizio è partito negli Stati Uniti e per ora solo su dispositivi Apple, ma sarà presto esteso ad Android e a tutto il resto del mondo. «Questo consente, in pratica, di fare acquisti direttamente su Facebook», chiarisce Grossi.

    Si concretizza quindi sempre di più l’obiettivo di Zuckerberg: far sì che gli utenti siano sempre connessi al suo social. Gli amici sono su Facebook, le notizie si leggono su Facebook, lo shopping si fa su Facebook: già adesso, infatti, i dati dimostrano che gli utenti trascorrono sul social network di Menlo Park il 50% del tempo in cui sono connessi alla Rete.

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