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1/5 Quando la startup fa flop/Solyndra

    i fallimenti più costosi

    Quando la super startup non decolla: 5 flop clamorosi della Silicon Valley

    Lunedì ha fatto notizia il maxi-investimento da 10 miliardi di dollari che Softbank, un gruppo giapponese delle telecomunicazioni, destinerà alla app californiana di trasporti Uber. L'accordo è stato salutato come «uno dei più grandi round di sempre nel mondo startup», anche se tecnicamente non si parla di un round (e Uber non è più una startup, essendo nata nel 2009). Un buon segnale? Non è detto. La storia recente dei finanziamenti record è costellata dai flop di imprese che avevano guadagnato la fiducia degli investitori prima di scivolare verso la cessione o la bancarotta definitiva. Cb Insights, una società di consulenza americana, ha dedicato uno studio ad hoc ai 121 fallimenti «più grandi e costosi di tutti i tempi». Eccone alcuni.

    1/5 Quando la startup fa flop/Solyndra

    Nata nel 2005 e finita in bancarotta sei anni dopo, la startup californiana delle energie rinnovabili Solyndra era divenuta nota per il suo prodotto: pannelli fotovoltaici in forma cilindrica e realizzati in Cigs (copper indium gallium selenide), un materiale dotato di una notevole capacità di assorbimento energetico. Al momento della chiusura aveva raccolto 1,5 miliardi di dollari in finanziamenti, inclusi 1 miliardo da fondi privati e 535 milioni garantiti dal dipartimento dell'Energia del governo americano come incentivo per le politiche green (con polemiche annesse degli ambienti repubblicani contro la scelta di accordare il prestito, formalizzata sotto l'amministrazione Obama). Cosa è andato storto? Anche se sono emerse più ipotesi, la versione ufficiale è che Solyndra ha subito l'instabilità del mercato europeo e la concorrenza di rivali cinesi, capaci di fornire prodotti simili a prezzi più competitivi. Il crack ha lasciato a casa 1.100 lavoratori.

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