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Firefox lancia Quantum, ora il browser di Mozilla se la gioca con Google…

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Firefox lancia Quantum, ora il browser di Mozilla se la gioca con Google Chrome

È tornato Firefox. Non che il browser di Mozilla se ne fosse mai andato, chiaro. Ma le ultime versioni l'avevano avvolto in una coltre soporifera che non lasciava presagire nulla di buono. Stavolta, invece, il lavoro della Mozilla Foundation sembra poter ridare slancio a uno dei browser più interessanti della storia di Internet.
L'ultima release (la cinquantasettesima della storia dell'azienda con sede a Mountain View) si chiama Quantum e sembra avere tutte le carte in regola per giocarsi la sfida dell'usabilità con Google Chrome.

Certo, il browser di Google è lontano anni luce in fatto di diffusione, soprattutto grazie all'esplosione del mobile, con milioni di device Android in giro per il mondo. Un report fornito dal Digital Analytics Program (DAP) sulla navigazione in USA nel 2016, dice che la classifica per utilizzo dei browser sia la seguente: Chrome 44,5%, Safari 25,4%, Internet Explorer 15,5%, Firefox 7,4%, Microsoft Edge 3,5%, e altri 2,2%. Le posizioni, dunque, sembrano abbastanza definite. Con Quantum, però, Firefox può rosicchiare qualcosa a Chrome e tornare magari a quel secondo posto che deteneva fino a qualche anno fa.

La nuova grafica di questo browser è all'insegna del minimalismo: sembra pulita ed efficace, e risponde bene in termini di velocità, grazie a un nuovo motore di rendering della pagina molto simile a quello utilizzato da Google Chrome. Anche la velocità di apertura è stata migliorata in modo notevole: con l'app chiusa, su un iMac late 2013, il browser si apre in circa 3 secondi.
Quello che colpisce maggiormente, tuttavia, è il design. Il browser di Mozilla presenta una parte alta molto ben definita ed elegante. La barra degli indirizzi è affiancata da tre piccole icone che consentono di accedere alle varie opzioni: dai preferiti, alla personalizzazione, fino al menu. I tab, invece, sono quadrati. Una sottile linea azzurrina indica quella principale per differenziarla dalle altre.
Molto interessanti gli strumenti a disposizione di chi naviga. Nella tendina “azioni per questa pagina”, c'è la possibilità di salvare la pagina in corso in “Pocket” per rileggerla successivamente, e anche su altri dispositivi. Ma anche l'opzione “invia al dispositivo” (utilizzabile solo se si è attivato il servizio Sync) per passare da un device all'altro in fase di lettura. C'è un cattura screenshot di serie molto interessante, così che non sarà più necessario ricorrere ad estensioni esterne (anche se gli utenti Mac continueranno a preferire il famoso “cmd+shift+4”). Inoltre è previsto un supporto di base per tecnologie di realtà virtuale e realtà aumentata.

Dettagliatissima l'area dedicata agli sviluppatori, con un “inspector” che a prima vista sembra decisamente più interessante di quello interno a Google Chrome. Infine, la privacy: è ovviamente presente una modalità di navigazione in anonimo, così da lasciare i tracciatori seriali di dati a bocca asciutta: menù a tendina sulla destra e “nuova finestra anonima”.
Firefox, dunque, ha fatto le cose per bene. Difficile dire quanto potrà influire sulle abitudini degli utenti, solitamente molto restii a cambiare browser facilmente. Molto si giocherà sull'interazione desktop/mobile, e in questo senso Google ha vantaggi considerevoli.

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