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eSport: sette fan su dieci sono videogiocatori assidui. Le prospettive

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eSport: sette fan su dieci sono videogiocatori assidui. Le prospettive

Complice la recente apertura da parte del Comitato Olimpico Internazionale, l'esport sembra un'onda destinata a non sgonfiarsi presto.
I suoi margini di crescita parlano chiaro: da un fatturato globale che nel 2017 supererà i 700 milioni di dollari, Newzoo stima che nel 2020 il giro d'affari del gaming competitivo sforerà oltre il miliardo e mezzo – gli ottimisti azzardano 2.
Ma quali sono, oggi, le dimensioni del fenomeno in Italia?
Dopo quelle rilevate la primavera scorsa da una ricerca di PayPal e SuperData – che indicava un fatturato nel 2016 di circa 12 milioni di dollari con un incremento del 16% entro il 2018 - risponde una ricerca condotta da Nielsen Sports & Entertainment a luglio e presentata oggi.
Sui 34 milioni di italiani compresi fra i 16 e i 59 anni, 4 milioni (l'11%) si dichiarano «molto interessati» all'esport, 12,4 milioni lo seguono con un'intensità più ridotta e 10 milioni ne hanno comunque «una percezione chiara».
Ben più utile ai fini della comprensione del fenomeno e dei suoi pilastri economici è che oltre il 70% dei fan italiani dello sport elettronico sia costituito da videogiocatori con l'abitudine alla partita quotidiana (nel 34,7% dei casi) o plurisettimanale (35,6%). Così come colpisce che il 56% segue eventi esportivi una o più volte la settimana.
La grande maggioranza degli appassionati, il 71%, ne guarderebbe la trasmissione anche quando avvenisse in chiaro. Un dato cui i recenti esperimenti di Sky, che da sabato scorso manda in onda la dedicata GINX Esports Tv, potrebbero dar conferma entro quattro mesi.
L'interesse è tale, che nei prossimi 5 anni Nielsen prevede una crescita inarrestabile del pubblico più fedele con incrementi percentuali sempre in doppia cifra.
Non è un caso che la torta faccia gola a tutti gli editori al mondo, sempre più propensi a pubblicare videogiochi “esport ready” e nonostante gli esperti prevedano, dopo un iniziale entusiasmo per orientare le competizioni sui rispettivi cavalli di battaglia, una diminuzione progressiva degli investimenti.
In fondo, una volta “avviato il volano”, il gaming agonistico ha l'effetto di prolungare la vita dei titoli praticati; uno dei test più rilevanti sarà la Overwatch League, che nel 2018 proverà a “calare dall'alto” – di Blizzard - la prima stagione professionistica sul modello di Nba o Nfl.
Men che meno sorprende l'attrazione che gli esport esercitano, in questo caso sì a lunga scadenza, sugli sponsor – dai brand tecnologici e dall'abbigliamento agli energy drink – o su organizzazioni sportive tradizionali, sedotte dalla possibilità di rinnovare il proprio pubblico e fidelizzarlo attraverso piattaforme nuove.
È indicativo che per presentare la ricerca, Marco Nazzari, Managing director Europe di Nielsen Sport, abbia scelto “Esports: Let's Play for Real”, evento in partnership con Esl, una delle organizzazioni esportive più prestigiose al mondo, organizzato a San Siro dal Milan con Master SBS.
«Il mercato degli esport si sta costituendo come futuro driver chiave sia per i brand che per gli sport tradizionali – ha commentato - offre ottime opportunità di engagement per entrare attivamente in contatto con giovani consumatori quali i millennial e non solo. È presumibile che gli esport stiano andando nella direzione giusta per affermarsi nel breve e medio periodo come uno tra i principali sport a livello globale».

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