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L’assistente digitale Alexa di Amazon ora ci aiuterà anche nel…

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L’assistente digitale Alexa di Amazon ora ci aiuterà anche nel business


Il nuovo lavoro di Alexa, l'assistente digitale di Amazon? Aiutarci nella vita d'ufficio. Almeno, per quelli che parlano inglese, visto che al momento Alexa for Business (come pure la versione “consumer”) è disponibile solo per il mercato nordamericano.
Però la carta giocata Amazon Web Services (AWS), la divisione indipendente del colosso di Seattle che si occupa dei servizi cloud, è interessante: un assistente digitale in grado di ridare dinamicità e leggerezza a tutta una serie di procedure e rallentamenti nella vita d'ufficio; tecnologia basata sull'intelligenza artificiale al servizio di chi lavora, insomma, e non un suo sostituto.
Durante l'annuale conferenza re:Invent in corso fino a domani qui a Las Vegas il responsabile della tecnologia di AWS, Werner Vogels, ha presentato varie novità tecniche e poi ha giocato la carta più importante: Alexa for Business. Il servizio, che utilizza nuovi servizi cloud ma una versione dell'attuale generazione di apparecchi a controllo vocale di Amazon, secondo Vogels è molto facile da usare e costituisce un passo in avanti decisivo verso il futuro: «Sino ad ora l'interfaccia dei computer è stata definita dai limiti della potenza di calcolo degli apparecchi. Adesso, grazie al cloud, l'obiettivo è un design centrato sugli esseri umani. La voce è la prima interfaccia naturale, ma ne seguiranno sicuramente altre perché alla fine utilizzeremo tutti e cinque i sensi, incluso probabilmente anche l'olfatto. Già con la voce i cambiamenti sono straordinari».
I tipi di servizi che possono essere forniti da Alexa for Business sono due: quelli per gli apparecchi condivisi e quelli per gli apparecchi personali. Su questi ci sono, oltre ai comandi ai quali può rispondere AWS tramite i servizi e le informazioni gestite dal cloud dell'azienda, anche quelli dei partner che sono stati integrati. In particolare, sono già disponibili informazioni condivise con Microsoft Exchange e Outlook, Google G Suite, RingCentral, Salesforce e SAP Concur e SuccessFactors.
Gli esempi fatti sul palco e che poi il Sole 24 Ore ha potuto provare nelle aree demo della conferenza di Las Vegas sono molto interessanti. Si parte dalla configurazione delle stanze per i meeting o la partecipazione a meeting telefonici tramite semplici ordini vocali. Com il comando “Alexa, avvia il meeting” il software permette di far partire il sistema di conferenza audio o video, comporre il numero segnato in agenda con tutti i codici, far partire il meeting, preoccuparsi di attivare gli alert per gli altri colleghi che debbono partecipare se non sono ancora presenti. Oppure, nel caso di un meeting in ufficio, dopo aver prenotato una saletta libera accendere il proiettore, caricare la presentazione, abbassare le tapparelle e il livello delle luci, gestire l'audio, avviare i collegamenti da remoto. Tutte le attività insomma che spesso rubano tempo o addirittura creano problemi per la corretta partenza di una riunione.
Alexa in questa prospettiva, grazie all'integrazione con altre base dati, permette anche di funzionare da agente intelligente al quale fare domande durante le riunioni, o semplicemente durante il lavoro di ufficio: “Alexa, chiedi a Salesforce quanti clienti abbiamo nella zona di Milano”, e il servizio di voce sintetica restituisce la cifra che il cloud ha raccolto dal nostro account Salesforce.
AWS mette a disposizione anche un servizio di Skill Kit, cioè di costruzione delle competenze di Alexa for Business che permette alle aziende con un programmatore di creare altre possibilità di interrogazione basate sul linguaggio naturale. E si tratta di uno degli aspetti più promettenti a breve termine - il servizio è già disponibile - per rendere più intelligente l'ufficio senza bisogno di stravolgere la sua architettura o senza cambiare l'organizzazione del lavoro bensì integrando altre basi dati. Tra le altre cose, la strategia basata su Alexa e l'interfaccia naturale di Amazon andrà a impattare sempre di più l'uso che viene fatto del telefono cellulare sia in casa che al lavoro: da telecomando delle attività della nostra vita a strumento lento al quale si contrappongono i servizi ambientali a interfaccia naturale come quelli di Alexa.
Vogel ha anche sottolineato altre novità nelle modalità di costruzione delle architetture cloud, a partire da un nuovo strumento per la scrittura in modalità collaborativa del codice dedicato ai programmatori che lavorano con AWS (si chiama Cloud9, slang britannico per dire “al settimo cielo”), ha ribadito l'importanza della security in tutti i progetti cloud e non, la centralità dei dati come nuovo paradigma di progettazione dei servizi, la crescente importanza dei servizi di intelligenza artificiale-deep learning, la pervasività della Internet delle cose.
AWS, che con Vogel dici anni fa ha inventato l'idea dei servizi cloud per le aziende, sta anche lavorando per rinnovare l'approccio tecnologico che negli ultimi tempi ha visto un forte incremento della presenza di Google e di Microsoft. In particolare, la possibilità di utilizzare sull'infrastruttura cloud di Amazon anche tecnologie di terze parti (come altri sistemi di machine learning o Kubernetes, tecnologia utilizzata per la gestione e orchestrazione dei carichi di lavoro dei container) e una maggiore attenzione alla gestione della tecnologia dei container, molto popolare ad esempio nei servizi cloud di Google. Al riguardo AWS ha presentato Fargate, che svolge funzione analoghe a quelle di EC2 ma sui container. Sia Google che Microsoft hanno già soluzioni centrate sulla propria versione di Kubernetes.
AWS ha già presentato anche funzionalità cloud per la realtà aumentata e virtuale, oltre che per la gestione dei media (audio e video) che fanno parte di una strategia di alleggerimento del lavoro di sviluppo richiesto ai clienti dell'azienda per creare le proprie soluzioni: «Vogliamo – ha detto Vogel – che l'unico codice che scriverete sia quello della business logic, lasciando a noi il compito di creare e automatizzare tutto il resto per voi».

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