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Il codice aperto e gratuito che innova anche la Pa

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Il codice aperto e gratuito che innova anche la Pa

Gocce di innovazione che da tutto il mondo piovono sulla pubblica amministrazione italiana. E la stimolano a pensarsi diversa.

È il senso dei progetti che stanno arrivando, in forma di codice aperto e gratuito, nella community di sviluppatori Developers.Italia promossa dal Team Digitale di Diego Piacentini (commissario all'Agenda digitale presso la presidenza del Consiglio). Da cui questa settimana c'è stata la prima premiazione di sei progetti, frutto del più grande hackathon mai realizzato in Italia, che ha coinvolto il 7 e l'8 ottobre scorso, in 25 sedi in contemporanea, oltre 800 sviluppatori, suddivisi in 122 team, con 80 community e 200 mentor (una iniziativa a cura dello stesso Team e di Codemotion).

«I progetti sono software semi-lavorati, che le PA e le aziende possono adottare subito, gratis, per innovarsi», spiega Giovanni Bajo, che nel Team è responsabile dei rapporti con gli sviluppatori e quindi anche di questa iniziativa.

«Per esempio, alcuni riguardano l'integrazione di Spid – obbligatoria per legge – sui siti della pubblica amministrazione. Poniamo che la PA ha 5 mila euro. Invece di spenderli per fare da zero l'integrazione, può prendere il codice già disponibile, spendere 100 euro per l'implementazione. E il resto, 4.900 euro, per sviluppare servizi più particolari, personalizzati, su Spid», dice.

Insomma, lo spirito è lo stesso che da sempre – con risultati altalenanti, però – anima l'Agenda digitale italiana. Evitare che ogni singola PA investa da zero in innovazione di base (come appunto l'integrazione di Spid o il supporto di PagoPA). «Per questo le aiutiamo noi, semplificando il lavoro. Così possono concentrarsi su innovazione vera», dice Bajo. Sarebbe una svolta anche rispetto ai grandi sprechi di recente evidenziati dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla spesa ict.

Un altro esempio arriva da uno dei recenti vincitori, “HAL 0x9000” (da Camerino), che ha sviluppato una libreria per leggere e visualizzare il codice univoco di una Carta d'Identità Elettronica con Arduino. «Hai presente quando entri in un ministero o in un'azienda, ti prendono il documento d'identità e ti danno un badge per passare dai tornelli? Ecco, con questo progetto è possibile sviluppare una soluzione che automatizza il tutto – dice Bajo. Il tornello riconosce l'utente tramite la carta d'identità elettronica, leggendone il codice fiscale, che il ministero o l'azienda hanno autorizzato al passaggio».

Oppure “AloneInTheDark” (da San Francisco), che ha sviluppato un microservizio per velocizzare la visualizzazione dei grafici prodotti dal Daf (Data Analytics Framework, il progetto con cui il Team vuole spingere le PA a scambiarsi i propri dati).

«Per esempio, il Daf permetterà – in un progetto che stiamo sviluppando con il Mibact – di scovare gli esercenti truffaldini nei confronti del bonus cultura da 500 euro 18App», dice. Questo perché, oltre a essere una piattaforma di condivisione dati, il Daf mette a disposizione risorse di analisi dati che possono segnalare anomalie sull'utilizzo dei bonus.

Ma le gocce, di innovazione, possono pure trasformarsi in diluvio e ancora non basterebbe a trasformare i campi, se il terreno è inospitale.

È il nodo che ancora affligge l'innovazione digitale della PA italiana. Si è manifestato di nuovo in questa fase in cui l'Agenzia per l'Italia digitale sta dialogando con le Regioni per attuare il piano triennale dell'informatica pubblica.

Le Regioni sono i soggetti individuati per portare sul territorio (Comuni, principalmente) la trasformazione digitale, secondo i dettami del piano. Insomma, per tradurre in realtà quell'innovazione che pure si presenta in tante e varie forme, compresi i progetti premiati questa settimana.

Ma le Regioni lamentano di non avere risorse sufficienti per quest'opera di disseminazione, come denunciato all'ultima riunione della commissione Agenda Digitale presso la Conferenza Stato Regioni. Chiedono in particolare centinaia di persone a supporto dell'attività sul territorio e un ruolo più formalmente definito in questa missione.

Trasformare la macchina pubblica italiana diventerà possibile quando la pioggia e il terreno riusciranno ad allinearsi sullo stesso piano operativo.

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