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Lo spazio parla italiano: dieci anni dal primo lancio per Cosmo-SkyMed

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Lo spazio parla italiano: dieci anni dal primo lancio per Cosmo-SkyMed

Oltre un milione di scene radar catturate da tutto il pianeta: dall’incidente della piattaforma Deepwater Horizon nel 2010 al terremoto di Amatrice, dallo scioglimento dei ghiacciai all’uragano Harvey che ha colpito il Texas. Un decennio di riprese dallo spazio che confermano l’eccellenza dell’industria spaziale italiana, ai livelli più alti nella fornitura di sistemi completi di elevata tecnologia. È il biglietto da visita di Cosmo-SkyMed, la prima costellazione di satelliti a uso duale, civile e militare, che oggi festeggia dieci anni dal primo lancio e che rappresenta un caso di successo di partnership pubblico-privata tra l’Agenzia Spaziale Italiana, il ministero della Difesa, il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e l’industria italiana con Leonardo, le sue joint venture Thales Alenia Space e Telespazio ed e-Geos (Telespazio 80% e Asi 20%).

Una partnership pubblico-privata di successo
L’anniversario di Cosmo-SkyMed è stato celebrato oggi al Maxxi dalla ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, dal segretario generale della Difesa, Carlo Magrassi, dal presidente dell’Asi, Roberto Battiston, e dall’ad di Leonardo, Alessandro Profumo. Sviluppato dall'Agenzia Spaziale Italiana in cooperazione con il Ministero della Difesa, Cosmo SkyMed si basa su una costellazione di quattro satelliti identici, dotati di radar ad apertura sintetica (SAR) che lavorano in banda X (in grado quindi di vedere attraverso le nuvole e in assenza di luce solare). Il sistema è in grado di effettuare fino a 450 riprese al giorno della superficie terrestre, pari a 1.800 immagini radar, ogni 24 ore.

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I punti di forza della costellazione
Il vero punto di forza di COSMO-Skymed è la straordinaria flessibilità di utilizzo. L'occhio del radar può operare in modalità spotlight (concentrandosi su un'area di pochi km quadrati, e osservandola con risoluzione fino al singolo metro), stripmap (osservando una striscia continua di superficie terrestre) o scanSAR (coprendo una regione di 200 km di lato). Brevissimi sono anche i tempi di risposta: da 72 ore quando si opera in condizioni di routine, fino a meno di 18 ore in condizioni di emergenza. Altro punto di forza è il breve tempo di rivista (l'intervallo tra due passaggi sullo stesso punto), inferiore alle 12 ore, che consente di monitorare costantemente l'evoluzione della situazione in una particolare area.

Verso la seconda generazione di satelliti
L’Italia sta già lavorando allo sviluppo della seconda generazione di COSMO-SkyMed che garantirà un notevole salto dal punto di vista della tecnologia, delle prestazioni e della vita operativa. L’implementazione prevede la realizzazione di due satelliti che saranno lanciati alla fine del prossimo anno e che sono la versione aggiornata di quelli già in orbita.

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