Tecnologia

Apple compra Shazam, l’app che riconosce la musica

smartphone

Apple compra Shazam, l’app che riconosce la musica

Marka
Marka
Andamento titoli
Vedi altro

Arriva la conferma ufficiale: Apple compra Shazam, la popolarissima app capace di riconoscere il titolo di una canzone ascoltandola. Se confermate le indiscrezioni di TechCrunch sul prezzo, che parlava di un accordo economico del valore di 400 milioni di dollari, si tratta della seconda acquisizione più importante per l’azienda guidata da Tim Cook dopo Beats, nel 2014, che produce cuffie, per oltre 3 miliardi di dollari. La musica resta un campo strategico per l’azienda di Cupertino, e l’azienda inglese nata nel 1999 e diventata popolarissima con l’avvento dell’iPhone e delle app nel 2007 entra a far parte di questa strategia. La tecnologia di Shazam sarà verosimilmente integrata in Apple Music, in modo da rafforzare il servizio in ottica competitiva con Spotify, in primis, e simili.

Spotify secondo alcune indiscrezioni sarebbe vicina a un accordo con la cinese Tencent Music che prevederebbe una compartecipazione nel capitale.
Oltre alla celebre app svedese, Apple si deve guardare da Google, che con il suo ultimo smartphone Pixel 2 integra Now Playing, servizio stile Shazam che però è sempre attivo: se siamo in un locale con musica sullo sfondo, anche a schermo spento il telefono la riconosce e può restituirci il titolo.

Secondo TechCrunch, che aveva anticipato la notizia la settimana scorsa, nella sua storia Shazam ha raccolto 143,5 milioni di dollari da investitori tra cui Kleiner Perkins, DN Capital, IVP, Sony Music, Universal Music e Access Industries (che possiede Warner Music).

Quanto ai conti, l’anno scorso Shazam ha registrato ricavi per 40,3 milioni di sterline (quasi 46 milioni di euro), con ebitda positivo, un risultato in crescita rispetto al 2015 anche se decisamente scarso rispetto al alcune valutazioni milionarie. Il modello di business si regge su una percentuale che pagano i servizi che vengono linkati per sentire la canzone (come Apple Music, Spotify. YouTube), oppure la pubblicità all’interno della app. Nel tempo ha però allargato il suo raggio d’azione fuori dalla musica, facendo soldi con le campagne pubblicitarie: Shazam permette in questo modo di fare interagire gli utenti con gli spot tv riconoscendo i jingle. È così che è diventata profittevole nel 2016.

Nel comunicare ufficialmente l’accordo raggiunto con Shazam, la casa di Cupertino, in una nota, scrive che «Shazam si è costantemente classificata come una delle app più popolari per iOS e oggi è utilizzato da centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, su più piattaforme». «Abbiamo in serbo progetti entusiasmanti e non vediamo l'ora di unirci a Shazam non appena l'accordo di oggi verrà approvato», conclude la nota di Apple.

© Riproduzione riservata