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Neuroset e la nuova frontiera dei focus group

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Neuroset e la nuova frontiera dei focus group

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li ultimi studi sul funzionamento del cervello possono avere un impatto anche su ambiti della vita reale e quotidiana, come il business e, più nello specifico, il retail. È il presupposto da cui parte l’attività di Neuroset, startup innovativa fondata nel giugno 2017 da Lucia Carriero, neuroscienziata e ceo, che si occupa di ricerca accademica da più di 15 anni, e Francesco De Fina, ingegnere informatico. «Insieme abbiamo elaborato Neuroretail, un algoritmo che combina i dati fisiologici sulla percezione del prodotto durante la manipolazione e i dati ambientali rilevati da biocamere in un determinato spazio» spiega Carriero. In pratica, un sistema per descrivere il comportamento di acquisto dei consumatori di fronte a un oggetto, che ha l’obiettivo di fornire ai retailer dati scientifici sui quali basare, per esempio, la disposizione dei prodotti sugli scaffali. I dati che registrano alterazioni fisiologiche, come battito cardiaco e sudorazione, vengono raccolti con l’utilizzo di una serie di dispositivi quali cuffia elettroencefalografica, maglia a tessuto intelligente, occhialini. Questi strumenti vengono indossati da un gruppo selezionato di consumatori disposti in un determinato punto del negozio, dove sono presenti anche biocamere in grado di rilevare, per esempio, quanto velocemente le persone si muovono davanti allo scaffale. «Si tratta dell’evoluzione del focus group, che permette di raccogliere informazioni sui comportamenti di acquisto non filtrate da processi di mediazione razionale» spiega Carriero. «L’idea è nata quando lavoravamo al CNR di Lione, nel 2014, e siamo stati contattati da una azienda che chiedeva informazioni sul processo di decision making. Lì abbiamo capito che c’era l’esigenza da parte delle imprese di conoscere come il cervello umano elabora le emozioni e i processi decisionali. E abbiamo deciso di mettere a frutto la nostra expertise». Il primo passo è stato fondare una società a Londra, poi con la Brexit e la possibilità di ricevere finanziamenti europei i soci hanno deciso di tornare in Italia. Qui la startup è partita con un capitale di 50mila euro, costituito da risorse private, che è servito per acquistare tecnologia. «Abbiamo già recuperato questo investimento con i primi contratti, aziende e agenzie di marketing innanzitutto, e siamo in cerca di altri investitori», conclude Carriero. Neuroset ha sede in Basilicata e collabora con il progetto T3 Innovation, spin off dell’università della Basilicata.

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