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Playerunknown's Battlegrounds sbarca su console. Fenomenologia di…

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Playerunknown's Battlegrounds sbarca su console. Fenomenologia di «Battle Royale»

Il fenomeno è noto. Un centinaio di giocatori si gettano dall'aereo con un paracadute su un'isola. Per sopravvivere devono trovare armi e medikit sparpagliati in una mappa che si rimpicciolisce. Vince chi rimane in piedi. Lo inventa Brendan Greene, un irlandese di 41 anni che si mette a modificare il gioco Arma 2 e Arma 3 dopo una delusione d'amore. Dopo cinque mesi dalla pubblicazione vende 10 milioni di copie (il gioco costa 29 euro). Diventa una dei titoli più frequentati online fino a battere un mostro sacro del gioco online su Pc: Dota 2. A questo punto, PlayerUnknown's Battlegrounds o Pubg per gli amici diventa un fenomeno vero.

Un paio di giorni fa dopo essere sbarcato in anteprima sulla piattaforma Xbox One X con la nuova patch è uscita dalla fase di Early access. Per la prima volta diventa quindi una esperienza anche da console. Perché fino ad oggi il suo successo lo deve al Pc. Va detto che il suo debutto è stato quantomeno critico. Ricordava molto i primi giochi in terza persona per Pc degli anni Novanta. Quelli bruttini, pieni di errori e imperfezioni. Con il personaggio che scivola sulle rocce, che si impiastra quando nuota, che si perde sulle scale. Anche le case sono disegnate male con stanze degne di una prigione delle Brigate Rosse Cali di framerate, tempi di caricamento elevati, bug da anni Ottanta. La prima patch correttiva è andata a sistemare alcuni dei problemi senza per questo consegnarlo a una dimensione accettabile.

Il trailer

Tuttavia, in due giorni su Xbox One tramite il programma Game Preview, PlayerUnknown's Battlegrounds può già contare su una community di circa 496.000 utenti sulla console. Chi lo gioca per la prima volta su console non può non accorgersi della potenza di un titolo ha dato vita a un genere videoludico. I giochi alla Battle Royale, ispirati quindi al best seller giapponese di Koushun Takami poi diventato al cinema un successo internazionale, sono diventati sparatutto a tempo, spietati e mordi e fuggi. Pubg poi ci mette del suo. Squallido nelle ambientazioni, triste nell'architettura, innesca nel giocatore over Quaranta la sensazione di essere tornato indietro nel tempo. Anche le isole che di solito nei videogiochi sono realizzate bene con l'acqua cristallina e la natura lussureggiante, in Pubs sembra di stare a Milano, in una giornata di novembre. Eppure, il gioco è divertente, una calamita. Funziona davvero. Aspettiamo solo di vederlo al suo meglio.Fenomenologia di «Battle Royale»

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