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Dalle foto ai «buchi temporali», i dieci errori da non fare su…

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Dalle foto ai «buchi temporali», i dieci errori da non fare su Linkedin

Sbaglia chi pensa che Linkedin serva solo a chi cerca lavoro. Il social network professionale può essere utile anche a chi ha già un’occupazione. A patto, però, di non commettere alcuni errori banali. Ogni social ha le sue regole ma spesso si rischia di confonderle, con il risultato di farsi una cattiva pubblicità. Ecco alcuni errori da evitare su Linkedin.

1- Le foto delle vacanze
Il più classico degli errori è quello di riversare su Linkedin gli stessi contenuti che si postano su Facebook. I due social, però, hanno caratteristiche e scopi molto diversi: per questo motivo non bisognerebbe pubblicare nel proprio profilo foto delle vacanze, pensieri in libertà o altro materiale relativo a questioni personali.

2- L’immagine del profilo
Secondo Gianluca Bonanomi, esperto in comunicazione e consulenza aziendale, per farsi un’idea di qualcuno basta guardare la sua foto per 100 millisecondi. L’immagine con cui ci si presenta su Linkedin è quindi molto importante: prima di tutto, bisogna scegliere una foto recente, in primo piano e con uno sfondo omogeneo. L’esperto consiglia anche di sorridere e di guardare nell’obiettivo. Anche il vestiario conta: è pur sempre un social network professionale.

3 - I «buchi» temporali
Tra gli errori tipici che si commettono c’è quello di non segnalare tutte le posizioni lavorative: se però si lascia un buco temporale c’è il rischio che chi sta guardando il nostro profilo si chieda il perché. Per questo sarebbe consigliabile elencare tutti i lavori svolti.

4 -L’aggiornamento
Su Linkedin è fondamentale aggiornare costantemente il proprio profilo: anche chi usa la versione gratuita può comunque intervenire in diversi modi, aggiornando il proprio status, cercando nuovi contatti, trasformando i propri biglietti da visita in collegamenti, o frequentando gruppi. Secondo Bonanomi per curare a dovere il proprio profilo Linkedin bastano 9 minuti al giorno.

5- Aprire un account solo se si cerca lavoro
È un errore pensare che Linkedin serva solo a chi cerca un nuovo lavoro. Al contrario, può rivelarsi uno strumento utile anche a chi ha già un impiego e vuole allargare la propria rete, oppure a chi cerca collaboratori. In più, gli strumenti pay di Linkedin permettono anche ai venditori di cercare nuovi clienti sfruttando molti criteri di profilazione.

6 - Bloccare gli ospiti indesiderati
Linkedin permette di “bloccare” alcuni utenti in modo che loro non possano sbirciare nel vostro profilo. Per farlo basta aprire il menù a tendina in corrispondenza della voce “Invia un messaggio” e selezionare “Blocca o segnala”. In questo modo la persona bloccata non scoprirà di essere stata respinta e non troverà alcuna traccia del vostro profilo sul social network.

7 - La password
È un consiglio che vale anche per gli altri social network e per la posta elettronica, ma è sempre bene ricordarlo: le password devono essere difficili e vanno cambiate spesso. Su Linkedin la password non basta più: è possibile infatti attivare il secondo step di verifica (2 step verification) attraverso le impostazioni dell’account. In questo modo si riceverà un codice via sms quando si proverà ad accedere attraverso un nuovo dispositivo.

8 - Gli errori grammaticali
A volte basta un accento sbagliato per essere scartati. Per questo su Linkedin la grammatica ha un’importanza fondamentale. Per evitare refusi gli esperti consigliano sempre di scrivere i testi in Word e di incollarli nel social network solo dopo aver fatto un controllo con il correttore ortografico.

9 - Le lingue
Su Linkedin è possibile creare profili in più lingue, fino a un massimo di 41 idiomi. Grazie a questa funzione potrete “sdoppiare” il vostro profilo: basterà fare clic sul menù “Visualizza profilo” e scegliere “Crea il tuo profilo in un’altra lingua”. In questo modo si eviterà l’errore di avere un profilo con interfaccia in italiano ma testi in inglese (o in un’altra lingua).

10 - Le bugie
Su Linkedin è sempre attivo il fact checking: gli utenti con il quali siete collegati possono smascherare eventuali bufale inserite per abbellire il vostro curriculum. Ecco perché, quindi, è fondamentale non barare nella descrizione dei ruoli ricoperti, delle esperienze e delle skill.

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