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Partita (e già fallita) la missione spaziale «Zuma» di…

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Il lancio

Partita (e già fallita) la missione spaziale «Zuma» di Elon Musk

La segretissima missione spaziale americana chiamata Zuma è finalmente partita, dopo un paio di rinvii nei mesi scorsi. Il vettore però non è Nasa, come ci si aspetterebbe almeno qui in Europa per un satellite in cui tutto, a parte lo strano nome, è secretato, ma la compagnia SpaceX, di Elon Musk.

Il satellite è partito come carico pagante, come si dice in campo spaziale, del Falcon 9, il vettore oramai collaudatissimo della compagnia, al suo ventunesimo decollo e successivo rientro a terra del primo stadio perfettamente riuscito.

Subito dopo il lancio però il satellite, secondo due fonti anonime americane, non sarebbe riuscito a raggiungere l’orbita e si sarebbe inabissato in mare. La dinamica dell'accaduto non è ancora chiara e le notizie date ai rappresentanti di Camera e Senato sono ancora parziali: secondo una prima ricostruzione, razzo e satellite, prodotto da Northrop Grumman, non si sono separati come avrebbero dovuto e sono ricaduti nell'atmosfera terrestre, forse precipitando in mare.

Per inciso Space X è la prima e unica compagnia, al momento, a poter vantare questo record di riutilizzo di parti così importanti, ingombranti e costose. Questa particolarità sviluppata da SpaceX va vista come la vera idea rivoluzionaria della compagnia, che ha come obiettivo finale la costruzione di razzi vettori completamente riutilizzabili, progetto che sta portando avanti con notevole successo dato che ha già riutilizzato cinque volte, per lanci successivi, un primo stadio del razzo vettore che era stato recuperato da un volo precedente.

Sembra insomma che la tanto decantata politica del low cost, perseguita con scarso successo da Nasa con lo Space Shuttle negli anni Ottanta e Novanta, che alla fine costò più di una missione convenzionale per i tanti guasti e rinvii, sia realizzata solo oggi proprio dal vulcanico imprenditore Musk, che con le automobili Tesla, le batterie elettriche per la casa dello stesso marchio e SpaceX ha realmente contribuito a rinnovare un mondo un po’ asfittico e povero di intraprendenza.

Il lancio alle ore 2 italiane
Il lancio di Zuma è comunque avvenuto alle ore 2 italiane di questa mattina e dopo 2 minuti e 19 secondi il primo stadio si è separato dal secondo e ha iniziato a tornare a terra, dove è arrivato dopo otto minuti dal decollo. Allo stesso tempo il secondo stadio ha continuato verso lo spazio e portato in orbita il satellite realizzato dalla Northrop Grumann, un fornitore industriale storico della difesa americana. L’altezza raggiunta dal satellite viene classificata come Leo, orbita bassa in parole povere, sui 400 chilometri circa, come la Stazione Spaziale Internazionale.

Spazio, il lancio segreto di Zuma col vettore di Elon Musk

Il «mistero» di SpaceX
È la compagnia costruttrice che ha scelto la SpaceX come vettore, dopo aver stabilito che era quella che presentava il miglior prezzo, in condizioni di sicurezza del lancio ineccepibili.
Fin qui tutto bene insomma e occorre dire che il fatto che questa nuova ed efficiente compagnia spaziale privata utilizzi la piattaforma 39esima del centro spaziale Nasa intitolato a Kennedy fa una certa impressione, dato che fu quello da cui partirono i voli Apollo per la Luna dalla fine degli anni Sessanta.

Pochi gli indizi per capire cosa debba fare il satellite e chi lo gestirà, se una agenzia civile o militare, certo il segreto fa pensare a questa seconda ipotesi. L’orbita, anche se la si conosce pure questa approssimativamente, può starci per entrambe le ipotesi e per compiti di sorveglianza o trasmissione, tipicamente. In ogni modo SpaceX ha già portato due volte nello spazio carichi militari: in particolare, lo scorso settembre, ha messo attorno alla terra l’aereo navetta militare X37B, una specie di mini shuttle. La caccia al vero scopo della missione spaziale Zuma è appena cominciata ma forse il vero segreto è semplicemente che anche la Difesa Usa, o qualche altro importante Ente che ha bisogno di un occhio nello spazio, vuole spendere un po’ meno.

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