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La Conferenza sui bitcoin non accetta i pagamenti in bitcoin: sono troppo…

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«lenti» e «costosi»

La Conferenza sui bitcoin non accetta i pagamenti in bitcoin: sono troppo lenti e costosi

(Marka)
(Marka)

Che il bitcoin non sia particolarmente efficiente come strumento di pagamento era già ben chiaro da tempo, anche alla luce dell'altissima volatilità degli ultimi mesi. Ma che una delle principali conferenze dedicate alle criptovalute dichiari di non accettare più i bitcoin per acquistare gli ultimi biglietti disponibili conferma che il sistema debba fare i conti con limiti evidenti. La North American Bitcoin Conference, appuntamento annuale per gli esperti del criptomondo che si terrà a Miami la prossima settimana il 18-19 gennaio, ha annunciato infatti nei giorni scorsi che non accetterà più i bitcoin e altre criptovalute per pagare gli ultimi biglietti disponibili. Peraltro i tagliandi hanno prezzi da criptovalute, essendo in vendita a 1.000 dollari l'uno.

«A causa della congestione della rete e della lavorazione manuale degli ordini - spiegano gli organizzatori sul sito web dell’evento -, abbiamo sospeso i pagamenti di biglietti mediante criptovalute. Confidiamo che il prossimo anno ci sia maggiore unità nella comunità per raggiungere una scalabilità adeguata e che l'adozione globale diventi realtà».

Il balzo da meno di mille dollari fino a un picco di quasi 20.000 a dicembre ha inevitabilmente messo a dura prova il sistema della criptovalute, basato sulla blockchain, un registro distribuito che evita qualsiasi autorità centrale. Ma che per sua natura provoca un progressiva lentezza per processare e certificare le singole transazioni. Da mesi per finalizzare le operazioni è necessaria qualche ora. Inoltre sono salite progressivamente anche le fee per i miners, gli operatori addetti a verificare la veridicità di ogni singola transazione, arrivate ormai a più di 20 dollari, con picchi fino a 30, per singola operazione, indipendentemente dal valore della stessa. Il balzo della ricompensa non ha comunque reso più rapido il sistema che deve fare i conti con i limiti della capacità di calcolo dei miners e con la capacità dei singoli blocchi che compongono la blockchain. Bisogna poi tenere conto che in generale le piattaforme di exchange di criptovalute hanno una gestione manuale degli ordini e delle registrazioni, tanto che nell'ultimo periodo molte di esse non accettano più nuovi utenti.

Il recupero di efficienza del sistema è alla base della scissione dello stesso bitcoin che ha portato l'anno scorso alla nascita di Bitcoin Cash e del Gold, ma è anche l’obiettivo di tante criptovalute nate in questi mesi e delle loro blockchain. La North American Bitcoin Conference non è l’unica a non accettare più pagamenti in bitcoin. A dicembre il sito di gaming online Steam ha sospeso i pagamenti a causa delle elevate commissioni e della volatilità nel valore del bitcoin. Anche Microsoft ha annunciato la sospensione sul suo store online a inizio gennaio, riaprendo le operazioni in settimana.

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